Suo padre fu barbaramente ucciso 51 anni fa dalla mafia insieme con il procuratore di Palermo Pietro Scaglione. Giovedì prossimo, 5 maggio, alle 11, Salvatore Lorusso, figlio di Antonio, appuntato del disciolto Corpo degli Agenti di Custodia, scoprirà la targa in sua memoria in occasione della cerimonia di intitolazione dell'aula bunker del carcere di Trani, in occasione del 51mo anniversario di quel doppio omicidio a Palermo, in via dei Cipressi, del 5 maggio 1971.
L’aula bunker di Trani ha già ospitato numerosi maxi processi fin dagli anni ‘90: Dolmen; Reset; Primavera; Tabula rasa; Eclissi, quest'ultimo contro il clan Strisciuglio di Bari con una sbarra ben 160 imputati.
Da ultimo, poi, il processo Pandora contro la criminalità barese, che ha consentito di sperimentare, già prima del covid, l'esecuzione di un maxi processo in videoconferenza, coinvolgendo oltre 26 siti differenti e 90 imputati video collegati, segnando così un record di impiego massimo del sistema multi videoconferenze.
C’erano, fra gli altri, il Sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, la senatrice Bruna Piarulli, il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Carlo Renoldi, il prefetto, Maurizio Valiante, il presidente del Tribunale, Antonio De Luce, il procuratore di Trani, Renato Nitti, il direttore degli istituti penali, Giuseppe Altomare, il comandante del reparto di Polizia penitenziaria, Felice Nazareno de Pinto.
«C'è una continuità storica che è anche delle persone – ha detto Renoldi -, quindi la Polizia penitenziaria viene dal disciolto Corpo degli agenti di custodia e la storia della sua memoria è fondamentale per noi e per tutte le istituzioni le istituzioni giudiziarie».
«L’aula rappresenta un’attenzione al territorio – ha dichiarato Sisto -, perché una buona giustizia si può esercitare soprattutto in ottime strutture come questa. Il Csm? Se c'è chi dice che questa riforma fa troppo poco e chi invece troppo, allora forse è la riforma giusta. Dobbiamo solo metterci d'accordo sui tempi per l'approvazione».
«Con il recupero di quest’aula diamo dignità a chi opera nei processi – ha detto a sua volta il presidente del Tribunale, Antonio De Luce -, per dare strumenti giusti per realizzare giusti processi».
«Strutture efficienti e belle esteticamente sono il simbolo che si vuole dare al cittadino per le funzioni che si svolgono nei palazzi di giustizia - ha detto il presidente del Foro di Trani, Tullio Bertolino -. È un primo passo, però, perché se l’edificio è importante dal punto di vista simbolico dobbiamo consentire allo stato di essere operativi nel concreto».
«Questa aula bunker è un presidio della legalità all’interno di un altro presidio di legalità come la casa circondariale, dove viene profuso ogni sforzo per garantire sicurezza sociale e affinchè le persone possano migliorarsi». Queste le parole del direttore Altomare.












