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Porto di Trani, approvata perizia per il campionamento dei fondali: dragaggio più vicino?

Mentre quello di Barletta è uscito dalle forche caudine delle aule della giustizia amministrativa e può finalmente partire, il dragaggio del porto di Trani non incontra sulla sua strada contenziosi, ma problemi tecnici e burocratici che fanno passare gli anni a dispetto di un robusto finanziamento già portato a casa. L'operazione, in ogni caso, contrariamente alle prime impressioni, non appare un miraggio.

Infatti, il percorso preparatorio alla sistemazione dei fondati dello specchio d'acqua che penetra nel pieno centro storico di Trani sta continuando. E sembra finalmente essersi consolidato il percorso relativo al campionamento dei sedimenti presenti sul fondale, attività propedeutica al dragaggio vero e proprio.

Nei giorni scorsi il dirigente dell'Area lavori pubblici, Luigi Puzziferri, ha approvato una perizia di variante da 18.000 euro per consentire all'operatore che a suo tempo si era aggiudicato la relativa gara di effettuare i lavori che ancora non sono partiti.

Il bando era stato aggiudicato proprio due anni fa, il 29 gennaio 2021 in favore della società Ecosalento, di Lequile, in raggruppamento con la Sub technical services, di Mola di Bari. La gara partiva da un importo a base d'asta di 67.000 euro e la Rti se l'aggiudicò per 60.000.

Subito dopo, il piano di campionamento era stato sottoposto all'attenzione di Arpa Puglia, che da lì a poco trasmetteva le opportune osservazioni in merito: alla luce di queste si è reso necessario approvare una perizia di variante «determinata - si legge nel provvedimento - da circostanze impreviste ed imprevedibili per l'amministrazione aggiudicatrice, fra cui la sopravvivenza di nuove disposizioni legislative e provvedimenti di autorità ed enti preposti alla tutela di interessi rilevanti».

L'importo della perizia di variante è stato calcolato in 18.500 euro, al netto del ribasso d'asta del 10% da parte della stessa società aggiudicatrice del servizio: così l'importo del piano di campionamento aggiornato è salito a 79.000.

Di conseguenza la stessa figura apicale dell'Ufficio tecnico ha aggiornato il costo, per altri 9.000 euro, dell'incarico di direzione lavori, misura, contabilità e sicurezza in fase di esecuzione in favore dello studio tecnico Leonida Maggio, di Lecce, già affidatario dell'incarico dei servizi tecnici specialistici per la redazione di uno studio di fattibilità tecnico economica e predisposizione delle attività complementari propedeutiche alla candidatura al finanziamento per il dragaggio del porto.

L'operazione avvenne con successo, per un importo di quasi 13 milioni di euro di cui 3 milioni per il solo dragaggio e la parte restante per altre opere connesse.

Si tratta, in particolare, di opere foranee di protezione che, secondo il progetto candidato dalla giunta e finanziato, produrranno diversi benefici: «Evitare l'insabbiamento dei fondali, consentendo un risparmio generale sulla manutenzione; consentire alle imbarcazioni di maggiori dimensioni di accostare agli ormeggi in darsena; fare fruire di nuovi ormeggi nell'avamporto, integrando l'offerta oggi disponibile; evitare la messa in oscillazione in tutto lo specchio acqueo interno, che ancora non è protetto da venti di Grecale; consentire alle imbarcazioni di trovare riparo nel porto anche durante le burrasche».

La stessa relazione tecnica a supporto della manifestazione d'interesse del Comune di Trani ad intercettare i finanziamenti per le opere di riqualificazione del porto afferma che «l'escavo dei fondali è essenziale per garantire l'ormeggio dei molti diportisti che a Trani conducono le loro imbarcazioni presso la darsena comunale. Purtroppo, a causa dell'insabbiamento dei fondali, le imbarcazioni di maggiori dimensioni, che una volta erano ospitate in darsena, oggi hanno difficoltà ad entrare in porto poiché i fondali in non garantiscono l'ormeggio in sicurezza. La flottiglia peschereccia ancora riesce ad accedere in banchina ma, a causa dei fondali ormai esigui, non possono essere attivate le potenzialità offerte da pescaturismo e trasporto passeggeri lungo costa, con imbarcazioni simili a quelle utilizzate per la pesca».

A detta dell'esecutivo, una volta dragato l'ambito portuale, «sarà possibile attivare nuovi ormeggi nell'avamporto, ed il ritorno economico sarà sia diretto, per le operazioni di assistenza all'ormeggio, ed indiretto, con l'indotto caratterizzato da assistenza, rimessaggio, piccole riparazioni, provviste per la cambusa».

Intanto, a causa del tempo che inesorabilmente scorre, l'ultimo dragaggio del porto adesso risale esattamente a 45 anni fa: fu eseguito nel 1978 dalla società La dragaggi, di Marghera, con il pontone Magnus (foto).

Quell'opera fu propedeutica alla nascita della gloriosa darsena comunale, con l'installazione dei pontili che ne hanno fatto uno dei più importanti porti turistici del Mezzogiorno.


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