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Gestione rifiuti, Legambiente attacca l'Ato: «Gravi carenze, si faccia partire la ricicleria di Trani»

Inquietante la dannazione che colpisce i cittadini dei comuni ricadenti nell’ATO BA1: sono consapevoli che la raccolta differenziata è tanto opportuna, quanto vantaggiosa e provvidenziale, ma subiscono la disastrosa sventura economica ed il costoso supplizio economico di essere amministrati da uomini insensibili alle pratiche virtuose.

E’ un po’ come se stessero su una nave che sta per affondare e, pur conoscendo la corretta procedura per impedirne l’affondamento, devono assistere impotenti al proprio suicidio perché il comandante della nave risulta impreparato o distratto da altri impegni.

Nell’Italia più virtuosa la raccolta differenziata raggiunge punte del 70-80 per cento; molte province si attestano sul 50%; la media nazionale è del 26 %; nell’ATO BA1 ci si ferma intorno al 15 %; nelle sventurate Bisceglie, Trani, Canosa, si è fermi intorno ad un miserevole 10 %; nella medievale Ruvo di Puglia, si è imperturbabilmente, fermi ad un incredibile 0,2%. In questo quadro devastante, tuttavia, è da apprezzare il dato di Molfetta (23 %) che ribadisce come l’impegno e la volontà possono sortire buoni risultati .

Gli ultimi eventi caratterizzanti l’ATO BA1, dimostrano che probabilmente, tra gli amministratori vi sono soggetti non convinti della bontà della raccolta differenziata.

La subdola strategia ostativa dell’Amministrazione dell’ATO BA1 intrecciandosi con quella del Comune di Trani, sede della discarica di bacino, è ben nota negli uffici della Regione Puglia al punto da aver richiesto un commissariamento ad acta per la mancata predisposizione ed attuazione del Piano d’ATO: pianificazione essenziale per avviare una crescente Raccolta Differenziata ed avviare la realizzazione dell’impiantistica più opportuna (impianto di compostaggio di Molfetta; impianto di separazione e biostabilizzazione di Trani; ecc.). Per dovere di cronaca puntualizziamo che in altri ATO il piano di bacino è stato predisposto da tempo e le percentuali di raccolta differenziata lo testimoniano ampiamente.

Purtroppo questa disavventura non è solo ecologica ma anche economica. I Comuni di Canosa, Trani, Andria, Terlizzi, per l’inerzia nei confronti della RD, sono ecotassati pesantemente (15 euro a tonnellata) con sanzioni economiche che, conseguentemente, ricadono negativamente sui bilanci comunali abbattendosi sulle tasche dei cittadini.

Ma veniamo al nodo cruciale della problematica. Per molti anni il dott. Giuseppe Tarantini,  Sindaco di Trani (Presidente del Patto Territoriale Nord Barese Ofantino, Commissario per l’emergenza influenzale), ha ricoperto la carica di Presidente dell’ATO BA1. Le sue responsabilità sono sotto gli occhi di tutti e la Legambiente, in data 23 Febbraio 2009, richiese la pianificazione del Piano di Bacino rilevando la chiara responsabilità nella paralisi dell’ATO. Inutile affermare che la predisposizione del Piano fosse la chiara alternativa alla richiesta di dimissioni. La Regione Puglia, rimarcando la negligenza, predispone il commissariamento ad acta sostituendo il Dott. Tarantini con l’Avv. Francesco Ventola, Sindaco di Canosa, Presidente della Provincia BAT, Presidente ANCI.

A tutt’oggi, intorno al Piano d’Ambito, aleggia un alone di mistero: il 27 Ottobre 2009, il Commissario ad acta, Avv. Ventola, annuncia l’avvenuta ultimazione del Piano comunicando di averlo ultimato nei termini previsti (30 Settembre 2009). Dimentica, tuttavia, di diffondere gli elementi salienti del Piano; sorvola sulla pianificazione degli interventi impiantistici; non preannuncia l’eventuale strategia per incrementare la raccolta differenziata in ottemperanza alle normative vigenti; sottace sul provvidenziale passaggio da tassa a tariffa; ignora che il Piano debba essere il frutto della condivisione e della discussione con tutti gli enti, le associazioni e le organizzazioni ricadenti nel territorio interessato

Adesso abbiamo la certezza che vi è una chiara strategia ostativa e paralizzante, probabilmente, finalizzata alla realizzazione di un forno attivato dal sacro fuoco purificatore (inceneritore). Per molti amministratori risulta ancora impossibile comprendere che la gestione comunale della raccolta e dello smaltimento deve rispondere alle direttive, al coordinamento ed alle strategie del Piano d’Ambito, e che non possono essere il risultato dell’estemporanea improvvisazione delle singole amministrazioni comunali. La paralisi legata alla raccolta della frazione organica (umido) ne è una emblematica testimonianza.

Per quanto esposto, sospettiamo che la tornata elettorale delle Regionali del 2010 induca a temporeggiare ulteriormente nella definizione dei dettagli del Piano d’ATO che, probabilmente, è ancora nel cassetto, subdolamente e mediaticamente preannunciato solo dalla VAS (Valutazione Ambientale Strategica).

Come se non bastasse, apprendiamo, che su richiesta dello stesso Ventola, si vorrebbero ridisegnare nuovamente i confini dell’ATO BA1 per plasmarli sui confini della neo Provincia BAT.

Si tratta evidentemente, dell’ennesimo colpo di teatro che distrae l’attenzione dal nocciolo della questione: l’attivazione di un serio Piano d’Ambito che rilanci la raccolta differenziata porta a porta nei comuni dell’ATO. Per noi della Legambiente appare ingiustificata e pretestuosa tale posizione che finirebbe per produrre ulteriori ritardi nell’attuazione del Piano d’Ambito. Insomma, appare impossibile non rilevare la palese volontà di ritardare e di paralizzare ogni iniziativa virtuosa nell’ATO BA1. Ci sembra incredibile dover rilevare come chi viene chiamato ad amministrare con saggezza un’istituzione, piuttosto che dare contezza esemplare e buoni modelli, contribuisca a rendere ancora più torbida, inestricabile e grave l’intera questione.

Evidentemente c’è chi crede che una volta scattata l’emergenza rifiuti nell’ATO BA1, sarà spianata la strada alla realizzazione dei salvifichi impianti per l’incenerimento.

L’immobilismo è ancora più aberrante se si considera la situazione impiantistica. L’impianto di compostaggio di Molfetta (Contrada ‘Torre di Pettine’) potrebbe produrre una provvidenziale impennata della raccolta differenziata con il recupero ed il trattamento della frazione umida. Ma anche qui si rileva una situazione inquietante di stallo ed un apparente inestricabile contenzioso giudiziario tra Comune di Molfetta e l’Impresa Mazzitelli.

Lo stesso incantesimo paralizzante, impedisce l’entrata in funzione dell’impianto di separazione umido–secco con biostabilizzazione di Trani in Contrada ‘Puro’. 

Riteniamo, comunque, che il completamento degli impianti di Trani e Molfetta sia prioritario ed improrogabile poiché la loro attivazione porterà comunque vantaggi alla collettività indipendentemente dalla perimetrazione delle ATO.

Riteniamo che solo pochi cittadini indifferenti potrebbero non indignarsi davanti a tanta approssimazione ed inettitudine gestionale.

Per quanto esposto, la Legambiente chiede che vi sia un salutare scossone nell’amministrazione dell’ATO BA1 che possa, entro breve tempo, tradursi nella operatività del Piano d’Ambito, nella predisposizione di concreti interventi operativi e nell’applicazione del passaggio da tassa a tariffa e nell’avviamento della la raccolta porta a porta nei Comuni dell’ATO. Esigiamo, inoltre, che il Presidente dell’ATO, dott. Tarantini, ed il Commissario ad acta Avv. Ventola, con senso di responsabilità, diano contezza del loro blando operato e delle inefficaci iniziative assunte sinora.

Il Coordinamento dei  Circoli Legambiente dei  Comuni ATO BA1

Presidente - Pierluigi Colangelo


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