«Quanto l’amministrazione comunale sta realmente facendo per la nostra comunità e, in particolar modo, per l’emergenza abitativa?» Così il consigliere comunale di Uniti per Ferrante, Tommaso Laurora, in un’interrogazione consiliare «per difendere gli interessi di tutti coloro che stanno soffrendo questo problema e che, nonostante le promesse e le numerose “garanzie” date dall’attuale Governo cittadino, continuano a non vedere i risultati di tale attività».
Laurora prende spunto dalla notizia che, nei giorni scorsi, ha riferito «che l’amministrazione, tramite l’assessorato ai Servizi sociali, si starebbe apprestando a stilare la graduatoria per le case popolari. Pertanto, giacché l’emergenza abitativa costituisce una delle priorità inderogabili della nostra Comunità», e chiede: «Se l’amministrazione comunale si è attivata nel chiedere alla Regione Puglia deroghe rispetto alla legge n. 54/84 nella parte in cui non prevede i casi di cosiddetta “morosità incolpevole”; se l’Amministrazione ha chiesto alla Regione di utilizzare personale dello Iacp di Bari per esaminare le domande e formulare la graduatoria, dichiarando che il Comune di Trani non ha le capacità professionali per svolgere questo lavoro».
Secondo Laurora, «questo è un argomento molto delicato. Non possiamo più permetterci di giocare sulla “pelle” dei nostri concittadini, che quotidianamente sono costretti a sacrifici enormi per poter mantenere le proprie famiglie. Non è più tempo di indugiare bisogna agire con urgenza e farlo esclusivamente nell’interesse e per il bene della Comunità” e soprattutto è necessario tutelare i più bisognosi e non i soliti amici degli amici ecco il motivo che mi spinge a chiedere la convocazione di un consiglio comunale per discutere alla presenza dei cittadini interessati e non nelle solite stanze questo argomento fermo restando che non approvo la scelta dell’amministrazione di affidare un compito cosi delicato (quello di redigere le graduatorie ed esaminare le domande) a personale esterno che non conosce per niente la nostra città e i nostri cittadini e i loro reali bisogni e necessità. Come direbbe qualcuno a pensar male si fa peccato, ma molto spesso si indovina».
