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Consiglio comunale di Trani, Comitato bene comune: «Tra tentennamenti e affermazioni assurde, nessuna discontinuità con il centrodestra»

In consiglio comunale si è consumato, ancora una volta, uno spettacolo indecoroso e irrispettoso nei confronti della comunità. È accaduto quando si doveva discutere della discarica, della sua chiusura definitiva. Si chiedeva di votare la mozione presentata dal movimento Trani a capo e 5 stelle. Abbiamo assistito (eravamo tra il pubblico) a grotteschi momenti di imbarazzo e tentennamenti. Il chiaro riscontro del nervosismo ha avuto il suo culmine quando è stata cacciata dall’aula una tv locale, ad opera del presidente del consiglio, lo stesso che ha ordinato la rimozione dei nostri fogli, posti su una sedia tra il pubblico, su cui c’era scritto: “Chiudiamo la discarica”. Una frase che evidentemente è risultata offensiva.

Ma tornando a ciò che è accaduto, abbiamo ascoltato gli interventi dei consiglieri, tra cui Giuseppe Corrado che ha asserito esserci un «decreto di chiusura» del sindaco che però non ha mostrato, né il sindaco, presente, ha tirato fuori dal cilindro magico. Poi l’intervento del consigliere Briguglio che, ascoltata la mozione, ha parlato di «terrorismo psicologico» e ha invitato a informare la Procura della Repubblica. Briguglio, evidentemente non è a conoscenza del fatto che la discarica è stata già posta sotto sequestro e che la Procura ha già aperto un procedimento penale. Poi l’intervento del consigliere Tomasicchio, che ha chiesto di rinviare la discussione al prossimo consiglio comunale, ha rasserenato e convinto la maggioranza che, come una manna dal cielo, ha tempestivamente accolto la proposta per avere ancora un po’ di tempo. Ma come? Ancora? Dopo quasi due anni c’è ancora bisogno di altro tempo per approfondire? Ma si ricordano il motivo per cui sono stati eletti? Per governare la città a tempo pieno o solo nei ritagli di tempo? D’altra parte c’è solo un disastro ambientale e sono decenni che la velenosa discarica ci fa compagnia.

Gli evidenti tentennamenti, danno sempre più forma al nostro sospetto che la reale volontà sia quella di riaprire la discarica. Confermato dalla assurdità delle affermazioni del pericolo di Ecoerre se la discarica fosse chiusa. Vorremmo ricordare che quando la discarica sarà chiusa Trani dovrà occuparsene per trenta anni, come previsto per legge, con alle spalle un disastro ambientale, quindi sussisterebbero ancora le condizioni per cui non è possibile l’apertura di una nuova discarica. Per non parlare del silenzio di quegli assessori che fino a ieri facevano dell’ambiente e dei beni comuni come le coste una bandiera, e oggi credono che questo curriculum li metta al riparo da ogni critica o sospetto. Per noi invece non rappresenta una giustificazione ma piuttosto un aggravante: la dimostrazione che certe battaglie sono solo strumentali, se poi arrivati al “potere” non si è coerenti nei fatti con quanto detto e urlato fino a qualche mese prima. È ormai fin troppo chiaro che la discarica faccia gola a molti per rimpinguare le casse vuote del comune, ma se i cittadini avessero voluto barattare la salute e l’ambiente col denaro, avrebbero potuto tranquillamente scegliere col sorteggio coloro a cui affidare il governo della città. A tutte queste zone d’ombra palesatesi ieri noi risponderemo con forza, chiedendo la chiusura definitiva della discarica. Senza sconti a nessuno.

Altra amara delusione di fronte alla decisione deliberata ieri in consiglio di approvare una variazione al PUG finalizzata ad un notevole ampliamento della volumetria del centro parrocchiale San Magno, con due case canoniche da 300 mq l’una; ciò comporterà la scomparsa di una porzione di suolo che avrebbe dovuto essere destinata al verde e ai servizi pubblici come il marciapiedi. Da un’amministrazione che dovrebbe rappresentare tutti ci saremmo aspettati più fermezza nel rispetto delle regole della convivenza civile e laica ed invece è stata fatta una evidente forzatura al PUG che nulla aggiunge alle necessità del culto, ma toglie spazi alla collettività. Anche in questo provvedimento non sembra riconoscibile un’attenzione all’ambiente e ai bisogni della collettività che sarebbe stato legittimo aspettarsi da un’amministrazione di centro-sinistra.

Ci chiediamo a questo punto quali siano le differenze con quella precedente di centro destra!

Enzo Scaringi Vincenzo Ferreri
Comitato Bene Comune


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