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Oggi, a Trani, incontro sulle differenti tecniche di riproduzione assistita

Giovedì 20 giugno alle ore 18 presso l'Auditorium San Luigi di Trani si terrà l'incontro dal titolo "Tecniche di Riproduzione Assistita in Spagna: Il Centro Procrear" organizzato dal Centro Procrear Reus  di Tarragona in Spagna. Relatore, Carmen Calò, Operation Manager presso il Centro Procrear.

L’incontro verterà sulle differenti tecniche di riproduzione assistita, prove diagnostiche e test complementari che il Centro Procrear di Reus offre alle coppie italiane che si dirigono in Spagna per realizzare il loro desiderio di essere genitori.

Secondo dati della SEF (Società Spagnola di Fertilità) ogni anno più di 10.000 coppie italiane si recano in Spagna per realizzare trattamenti di Riproduzione Assistita, fenomeno per cui è stato da tempo coniato il termine “turismo riproduttivo”.

La ragione è da ricercare principalmente nella legislazione spagnola, notevolmente più permissiva rispetto a quella italiana, che ha permesso nel tempo ai ginecologi specialisti di acquisire un’esperienza sul campo tale da renderli pionieri di questa specialità in tutto il mondo.

Seconda e non meno importante ragione, in Spagna il ventaglio di trattamenti specifici offerti alle coppie che presentano problemi di fertilità è più ampio rispetto a quello italiano ed è possibile intervenire con tecniche altamente specializzate, inclusa la possibilità di ricorrere a gameti provenienti da donatori.

In questo scenario si inserisce il centro Procrear di Reus, provincia di Tarragona, creato nel 2012 per volontà del Direttore Medico, Dott. Ignacio Mazzanti.

Procrear nasce con l’idea di promuovere un approccio innovativo alla riproduzione assistita. In contrasto con le macro-cliniche sviluppatesi nelle maggiori province spagnole, offre un’attenzione altamente personalizzata al paziente, curandone le necessità nel minimo dettaglio. La clinica, a differenza della maggior parte delle cliniche spagnole, dispone di una propria Banca di ovociti, che  permette di selezionare le donatrici attraverso esami molto rigorosi e test genetici capaci di analizzare più di 300 malattie ereditarie per garantire la sicurezza necessaria ai pazienti che devono ricorrere alla fecondazione eterologa.

A questo si aggiunge l’utilizzo di dispositivi medici all’avanguardia, uno su tutti il Geri, una incubatrice di ultima generazione che permette di analizzare lo sviluppo embrionario fino allo stadio di blastocisti senza dover mai estrarre gli embrioni, preservandone quindi la qualità. Lo staff di Procrear, formato da specialisti medici, biologi e personale amministrativo comprende e parla l’italiano permettendo così ai nostri pazienti di sentirsi come a casa.


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