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Castello di Trani, lavori finiti ma manca il collaudo: la riapertura slitta ancora

«Al termine dei lavori di restauro, entro breve, anche il Castello svevo di Trani aprirà le porte al pubblico arricchito di nuovi percorsi e ambienti, che daranno ai visitatori la possibilità di fruire di nuovi spazi ampliando così l'offerta culturale proposta. I lavori del Pon cultura e sviluppo, Fesr 2014-2020, per la valorizzazione culturale per l'attrattiva turistica del castello di Trani, oltre ai nuovi apparati tecnologici, permetteranno la frizione di ambienti mai aperti prima quali i camminamenti di ronda e le terrazza, elementi che riassegneranno all'architettura fortificata la possibilità di un nuovo sguardo all'ambiente urbano ed al paesaggio, prima preclusi al pubblico».

Tutto questo è contenuto nell'ultima comunicazione inviata dalla Direzione regionale dei musei di Puglia, che però non precisa in alcun modo quando effettivamente il castello di Trani riaprirà. Sulla porta del maniero federiciano di piazza Re Manfredi compare ancora un cartello che riporta come data di riapertura il 1mo settembre, ma già il direttore uscente Alessandra Mongelli, con una sua nota di alcuni giorni fa, aveva lasciato intendere che i lavori in corso si sarebbero protratti oltre quella data.

Il nuovo comunicato proveniente dalla Direzione regionale, e dunque dal direttore Maristella Margozzi (che nel frattempo ha assunto anche l'interim della direzione del Castello svevo di Trani nell'attesa dall'individuazione di un nuovo direttore) conferma l'incertezza della data di riapertura: la formula «entro breve» può dire tutto e il contrario di tutto. E per quello che consta ai dipendenti, ancora più vaga sarebbe stata la risposta data loro, vale a dire «in autunno».

Così Matteo Scagliarini, responsabile della Cgil beni culturali, ha chiesto ed ottenuto un incontro in videoconferenza con la Direzione regionale dei musei per avere chiarimenti sul punto. Le risposte hanno puntato soprattutto a chiarire il fatto che i lavori sarebbero terminati, ma per riaprire il castello è prima necessario procedere al collaudo delle opere ultimate.

«Abbiamo chiesto in ogni caso certezze - fa sapere Scagliarini -, perché il castello riapra il prima possibile anche se solo parzialmente. Infatti - sottolinea - i prossimi 26 e 27 settembre sono in programma le Giornate europee del patrimonio, che da sempre hanno avuto nel castello di Trani un punto di riferimento imprescindibile: sarebbe davvero un peccato se ciò non accadesse. Peraltro - prosegue Scagliarini - alla Direzione regionale dei musei abbiamo manifestato tutto il nostro disorientamento poiché, effettivamente, oggi il personale non sa né quando potrà rimettere piede nel castello, né soprattutto come comportarsi».

Il riferimento, apparentemente banale, è anche allo stesso cartello da apporre sul portone di ingresso chiuso: ad oggi non vi è una nuova data di riapertura e, dunque, parlare di autunno potrebbe significare il 21 settembre come anche il 21 dicembre.

Ma questa è una circostanza che i lavoratori neanche vogliono prendere lontanamente in considerazione anche perché il castello, a causa dell'emergenza sanitaria prima, e dei lavori poi, fortemente intrecciati fra loro, è chiuso ininterrottamente dall'8 marzo e quindi si va velocemente verso i sei mesi consecutivi di porte serrate. Con tutti le conseguenze negative sulla fruizione turistica di un bene conosciuto in tutto il mondo.


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