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La paura per Astrazeneca mentre tagli la colomba con amici e parenti

Percezione. E’ solo una questione di percezione. E di calcolo delle probabilità. Eppure siamo da un anno divisi tra zona rossa, arancione e gialla, e c’è chi in un anno è stato ligio al dovere ma comunque ha preso il Covid; chi invece ha vissuto un anno normalissimo, in barba alle regole, brindando con amici e parenti, tagliando prima il panettone e a breve la colomba, usando la mascherina come ferma-bicipite, raccogli-doppio mento, fazzoletto per gli starnuti, sciarpa da viso. Senza neanche rinunciare alle vacanze. È una ingiustizia? No, è la vita.

“Siamo fatti cosi” lo abbiamo imparato da piccoli guardando il cartone animato con il virus giallo e verde e il batterio blu, ma è evidente che molti di noi hanno la memoria corta. Non è neanche una questione di dovere civico, di cultura o di chissà cosa: è semplicemente una situazione mentale. Se sono a casa e vedo poche persone mi sento bravo, buono e felice perchè sto seguendo le regole. Se arriva il weekend e voglio mollare un attimo la tensione bevendo un calice con amici, al secondo sono senza mascherina come se nulla fosse avvenuto da un anno a questa parte. Al terzo sono nudo a ballare sui tavoli, ma questa è un'altra storia.

È bisogno di normalità. Non è da condannare, ma è da ridurre al minimo e anche i più ligi ci cascano. Persino lo share di Barbara D’Urso cala, come la libido delle coppie che erano abituate a vedersi solo nel weekend e si ritrovano a vivere per la prima volta 24h insieme. Ci sono coppie con prole che non sanno più cosa significhi “intimità”, che tra dad, smartworking e cassa integrazione hanno dovuto attaccare un gruppo elettrogeno da festa patronale al modem per riuscire a connettersi senza che si blocchi la videochiamata. È fisiologico, le persone voglio interagire, parlare, scherzare, abbracciarsi, baciarsi, fare una passeggiata, rovesciare piante e fare risse.

“Entro giugno saremo tutti vaccinati”, si dice. Si dice anche che i vaccini siano sicuri, cosi cosi. “Io faccio Pfizer perché mi fido”, “io aspetto Johnson and Johnson perché con lo shampoo mi sono sempre trovata bene”, “Astrazeneca è di serie B, lo so perché lo so e perché mi documento da Facebook”. Ognuno faccia quello che vuole. Il vaccino è su base volontaria e ognuno decide per sé. Non dimentichiamo mai però che non viviamo ancora da soli su Marte, dove qualsiasi decisione prendiamo non ha reazioni su tutto quello che ci circonda. Viviamo in una collettività, fra diritti (tanti e pretesi) e doveri (pochi e molto spesso dimenticati). Poi arriverà il passaporto vaccinale, e guarderemo dall’ aereo, direzione sole, mare e relax, le notizie di chi è rimasto a casa perché “noncielodicono”.  


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