Non cessano le polemiche intorno ai solleciti di pagamenti, molto spesso effettuati, delle fatture di Amet. Andrea Ferri, consigliere comunale, interviene nuovamente sulla questione: "Sono circa 6000 le raccomandate inviate da Amet ai “morosi” per richiedere il mancato pagamento di fatture scadute, pena l’interruzione del servizio elettrico - dice -. Purtroppo sembrerebbe che molti di questi solleciti siano errati e non dovevano essere inviati.
Il problema? Presumo sia relativo a una non puntuale rendicontazione e a una difficoltà nell’allineare i pagamenti che confluiscono da vari metodi di pagamento (sisal, bonifici, etc..) con i codici utenti. Non è un buon inizio anno purtroppo per la nostra municipale, tra aumenti, fatturazioni presunte ed errati solleciti. Come sempre questa errata conduzione aziendale ricade sui cittadini che anche se hanno pagato correttamente devono recarsi in azienda e mostrare la ricevuta di pagamento, sembrerebbe che il numero di fax non sia corretto o non funzionante e che il numero verde (servizio esternalizzato) quando decide di funzionare manda gli utenti allo sportello.
Perché pagare un privato per il numero verde (che eroga un pessimo servizio) e non inserire una persona a registrare i pagamenti?! - si chiede Ferri -. Ma che fretta c’era ad inviare raccomandate anche per fatture appena scadute, soprattutto quando si sa di non essere in grado di rendicontare in maniera puntuale?".
Ferri dice, inoltre, che monitorerà anche le spese per l'invio di questi solleciti: "C’è anche un dato economico di non poco conto su cui monitorerò e chiederò documentazione all’amministrazione della società circa le spese sostenute per l’invio delle raccomandate, perché è evidente che non potendole addebitare ai soggetti erroneamente considerati morosi saranno costi inutilmente sostenuti dall’azienda e un responsabile per l’eventuale danno causato andrà trovato.
Sono giorni di file interminabili e nel 2022 certi disguidi devono essere evitati e vanno assolutamente censurati anche perché stanno facendo crollare il legame di fiducia tra azienda e clienti e in una fase di passaggio al mercato libero non è una buona operazione di marketing".
