«Certa musica non tramonta mai». Con questa riflessione il presidente dell'associazione RitMiMisti, Gino Capogrosso, ha commentato il successo di ArmoniA - ProgDay 2026, il concerto dedicato al rock progressive che si è svolto al Centro Jôbël di Trani nell'ambito della 32ª Festa della Musica.
Diretta dal tastierista Michele Tota, la serata ha proposto un viaggio fra i grandi protagonisti del progressive internazionale e italiano, dai Pink Floyd ai Genesis, dagli Emerson, Lake & Palmer ai Gentle Giant, fino a Pfm, Banco del Mutuo Soccorso e Le Orme. Ad arricchire il concerto sono state le letture di brani della storica rivista «Ciao 2001», affidate a Fernando Morano e Maria Teresa Scoccimarro.
Sul palco una formazione eterogenea, che ha visto alternarsi voci soliste - Saverio Labianca, Enzo Lestingi, Simone Di Meo -, chitarristi (Franco Giorgio), bassisti (Mauro Stringaro) e una sezione ritmica affidata a Luigi Capogrosso e Massimo Pentassuglia. Un organico variabile per scelta precisa, come ha spiegato lo stesso Capogrosso: «Michele ha fatto un grandissimo lavoro, perché chi ha assistito al concerto avrà visto che la formazione cambiava continuamente. Lui, oltre a selezionare i brani da suonare, ha pensato a chi potesse renderli in modo migliore. È stato il perno principale della formazione, e attorno a lui si è costruito un impianto che poi ha dato il risultato che abbiamo ascoltato».
Capogrosso ha evidenziato il valore del lavoro di squadra che ha consentito di alternare sul palco musicisti diversi in base ai brani eseguiti, sottolineando soprattutto la presenza di giovani interpreti capaci di confrontarsi con un repertorio complesso: «È importante che la musica continui a essere un riferimento per le nuove generazioni».
Le letture di «Ciao 2001» hanno offerto anche uno spunto di riflessione sul cambiamento della comunicazione fra gli anni Settanta e l'epoca dei social, pur confermando come i sentimenti degli adolescenti restino immutati.
Tra i protagonisti della serata anche il chitarrista Franco Giorgio, salito sul palco con la sua Fender Stratocaster del 1965. Per Capogrosso la sua presenza ha rappresentato un omaggio alla storia musicale tranese e all'esempio di un artista che ha costruito il proprio percorso con talento e modestia.
Il concerto si è concluso con un bis dedicato a Lucio Battisti, «Il nostro caro angelo». Forse una traccia per l'edizione 2027.
Qui alcuni frammenti del programma musicale della serata.

























