«Esemplare e talentuoso». Con queste due parole il suo allenatore ha sintetizzato l'impresa compiuta da Gabriele Berardi a Grosseto, dove il giovane astista ha conquistato il titolo di campione italiano under 18 con la misura di 5,02 metri, nuovo personal best, in condizioni che avrebbero scoraggiato chiunque.
A GROSSETO, SOTTO I 40 GRADI
Quaranta gradi all'ombra, cinque ore di attesa prima di entrare in gara, la stanchezza accumulata nel corso di una trasferta tutt'altro che agevole: erano già sufficienti, questi elementi da soli, a rendere straordinaria la prestazione del giovane atleta. Ma ciò che ha reso l'impresa di Berardi qualcosa di più di una semplice vittoria sportiva è quello che si nascondeva dietro quella pedana, nella settimana che ha preceduto la gara.
IL MIRACOLATO DELLA STRADA
Soltanto sette giorni prima, Gabriele Berardi era rimasto coinvolto in un violento incidente stradale, tamponato con tale forza da potersi definire miracolato per come gli è andata. In un'età in cui molti ragazzi troverebbero nel più banale dei malanni - un semplice mal di testa, una notte insonne - la scusa perfetta per rinunciare a qualsiasi impegno, lui ha scelto di partire, di gareggiare, di volare.
E ha volato, appunto: 5,02 metri nell'asta, nuovo primato personale, titolo italiano under 18. Il risultato è là, scritto nelle classifiche, ma il valore di quella misura va ben oltre i numeri.
UN ESEMPIO IN UN MONDO TROPPO VIZIATO
«Un grande talento e un grande ragazzo esemplare, che unisce la testa ai muscoli» - ha commentato chi lo segue da vicino -, «e oggi, con quaranta gradi a Grosseto, è entrato in gara come sempre, dopo cinque ore, e il risultato è questo». Parole che restituiscono il ritratto di un atleta capace di mettere insieme doti fisiche e maturità caratteriale, qualità non scontata a quest'età.
In un mondo dello sport sempre più condizionato dall'odore dei soldi - che, soprattutto in altre discipline, già a quest'età indirizza le scelte di campioni o presunti tali - Berardi rappresenta qualcosa di diverso e, forse proprio per questo, di prezioso. Un ragazzo che non si inventa scuse, non si risparmia, non cede alla tentazione della rinuncia quando le condizioni si fanno difficili.
ORA GLI EUROPEI DI RIETI
Adesso, dopo essersi concesso il tempo di tirare il fiato e di riposarsi, il mirino è già puntato sui campionati europei in programma a Rieti dal 16 al 19 luglio. «Dobbiamo puntare sempre alto e crederci», è il messaggio che arriva dall'entourage del giovane campione. Un invito a non abbassare la guardia, a non accontentarsi, a continuare a credere in se stessi con la stessa testardaggine mostrata sotto il sole di Grosseto.
Perché Gabriele Berardi, a quanto pare, non sa fare altrimenti. Casa e palestra, senza chiamarsi Palestra.

