«La direzione generale precisa che, allo stato attuale, non è previsto alcun ridimensionamento del presidio: gli obiettivi operativi sul futuro della struttura andranno, infatti, definiti con la Regione, anche in considerazione della realizzazione dei nuovi ospedali nel territorio. Il direttore generale, inoltre, ha in programma una serie di incontri nel presidio con tutti i direttori delle unità operative, con l'obiettivo di rassicurare il personale ed evitare inutili allarmismi, garantendo un clima di lavoro sereno e sempre efficiente nei confronti dei cittadini».
Quella tra virgolette è una nota ufficiale della Asl Bt in merito alle sempre più ricorrenti voci - rilanciate e alimentate dalla politica - in merito al presunto ridimensionamento dell'ospedale di Bisceglie, in conseguenza delle quali oggi l'azienda ha provato a smentire quanto riferito e a ridimensionare l'allarme lanciato.
A ben guardare, però, leggendo e rileggendo la nota, ci sembra che sia perfettamente sovrapponibile con le rassicurazioni che la direzione generale della Asl rilasciava di volta in volta quando le stesse cose accadevano in danno dell'ospedale di Trani, progressivamente svuotato proprio in favore di quello della confinante Bisceglie.
All'epoca non si parlava ancora del nuovo ospedale di Andria, né di quello tra Bisceglie e Molfetta, e dunque il disegno era chiaro: rafforzare Bisceglie - probabilmente meglio tutelata dalla politica - e depauperare Trani, che si è vista poi definitivamente chiudere il San Nicola Pellegrino come ospedale per riconvertirlo, quanto meno, in presidio territoriale di assistenza.
Oggi una sorta di karma sanitario sembra toccare giusto chi, anni fa, si era avvantaggiato di una situazione che adesso si starebbe completamente ribaltando in suo danno. Anche nella sanità i cerchi si chiudono spesso, destando amarezza proprio in chi ieri, invece, inneggiava felicemente ai successi del proprio territorio.
Nico Aurora

