Non si poteva affatto immaginare che il primo cittadino fosse così competente, così umile, così disponibile e così attento alle preoccupazioni manifestate per il futuro della centenaria Azienda Elettrica Tranese.
In occasione del recente Consiglio Comunale del 16 aprile 2014, alla presenza dei dipendenti che hanno diffuso in assemblea consigliare un documento sindacale di seria preoccupazione per il futuro della Azienda, ha dato senza indugio risposte esaustive e coerenti in merito.
Le loro preoccupazioni svaniscono come neve al sole di agosto, di fronte alla diagnosi espressa con tanta veemenza e fervore. Egli ritiene, infatti, che le apprensioni e le inquietudini sono solo frutto di un gruppo sparuto di sindacalisti di cortile, neanche di livello extra territoriale, e dovute anche a straordinari eccedenti.
Non c’è da preoccuparsi se esiste il fondato motivo della perdita della Concessione Ministeriale per inadempienze alle direttive imposte dalle Autorità per la corretta conduzione del Servizio Pubblico dell’Energia.
Non c’è da preoccuparsi se con la fine della Società pubblica tranese si perdessero tutti i vantaggi utili a tutta la comunità locale.
Non c’è da preoccuparsi per l’inadeguata competenza di tutti i Consigli di Amministrazione che si sono susseguiti nell’ultimo decennio, che senza piani industriali razionali e credibili di rilancio, navigando a vista hanno contribuito al dissesto anche economico di uno dei “gioielli di famiglia”.
Non c’è niente di cui preoccuparsi se solo l’altro giorno, si sono dimessi uno dopo l’altro i membri del recente Consiglio di Amministrazione da Lui stesso nominati.
Non c’è da preoccuparsi per il dispendio di risorse economiche sperperate in festose sponsorizzazioni, per iniziative fallimentari di traversate adriatiche e di parcheggi con bus navetta, per consulenze e affidamenti esterni agli amici degli amici, per assunzioni inutili e mascherate da consulenze ed incarichi a progetto, anche con donazioni e probabilmente logiche clientelari di ben 7 categorie retroattive in più ad un neo assunto.
Non c’è poi assolutamente bisogno di preoccuparsi minimamente se il Comune di Trani deve per i servizi resi e pattuiti circa 3 milioni e settecentomila euro, e relativo debito dell’Amet nei confronti della Cassa Conguaglio di 3 milioni e quattrocentotrentasettemila euro.
A tale ottimismo manifestato pubblicamente, i lavoratori dell’Amet soddisfatti dalle rassicurazioni del loro Sindaco, hanno lasciato l’aula contenti e consapevoli nel sapere che le loro preoccupazioni sono infondate frutto di solo fantasie suggestionate, e che attualmente l’Azienda è l’ “Eldorado”.
Infine onde evitare equivoci e/o strumentalizzazioni di varia natura i rappresentati dei lavoratori di Amet comunicano ufficialmente la propria disponibilità ad incontrare l’Illustrissimo Sig. Sindaco della Città di Trani attesa la manifestata disponibilità già espressa in Consiglio Comunale, ad un incontro pubblico in qualsiasi data, giorni festivi compresi, per discutere del tema “Amet presente e … futuro ? ”.
Francesco Di Toma Per il coordinamento delle sigle sindacali aziendali di Amet Spa
