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La sosta a pagamento a Trani “compie” 7 anni, le proposte e richieste del sindacato degli ausiliari per migliorare il servizio

Apprendiamo, come ormai accade da tempo, dai mezzi stampa, che il servizio di sosta a pagamento gestito da Amet verrà con tutta probabilità esternalizzato con “idonea procedura ad evidenza pubblica”.

Questa Segreteria tuttavia, rappresentante di tutti gli Ausiliari della sosta, è da mesi in attesa di essere convocata dal Presidente Mazzilli e non è stata mai coinvolta in alcuna discussione, al contrario di quanto promesso dall’Assessore alle partecipate, durante l’unico incontro avvenuto a palazzo di Città, che potesse portare a scongiurare una decisione simile.
Pochi giorni fa, il servizio di sosta a pagamento, gestito da Amet, ha compiuto 7 anni e per tutto questo tempo ha vissuto in un limbo di deja vu perpetuo, poiché le problematiche che lo attanagliano nel 2018, sono sostanzialmente le stesse del 2011, anzi, per certi versi alcune sono anche peggiorate.

Quasi a nulla sono servite infatti, le tonnellate di relazioni di servizio e segnalazioni che gli Operatori hanno inoltrato e continuano ad inoltrare all’Azienda e agli altri organi competenti, per evidenziare le criticità del servizio e per proporre le soluzioni da porre in essere affinché tali problematiche possano essere per lo meno arginate.

L’Azienda infatti restava e resta apparentemente catatonica davanti a questi episodi, e lascia che il servizio, che dovrebbe gestire con efficienza e maggiore incisività, vada alla deriva, con tutti gli Operatori a bordo.

A questo punto sorge spontaneo il dubbio che probabilmente, ci sia sempre stata una precisa volontà di tenere il servizio sotto determinati standard di efficienza e qualità.

Forse per giustificare l’imminente non rinnovo della concessione ad Amet in favore di qualche azienda privata?

La domanda è lecita poiché sarebbero bastati pochi, semplici ed economici correttivi, già proposti da questa Segreteria per tamponare, temporaneamente, l’assenza dei parcometri, fermo restando la loro indispensabilità, come ad esempio:
• Autorizzare gli Ausiliari al rifornimento delle rivendite nel fine settimana e nei giorni festivi, quando l’Azienda è chiusa;
• Fornire un mezzo di trasporto appropriato da utilizzare per i lunghi spostamenti (siamo ancora in attesa dei motorini);
• Creare un contatto telefonico diretto, tra ausiliari e rivendite, per poter registrare immediatamente una scarsa disponibilità o una fornitura terminata e di conseguenza rifornire le stesse in tempi brevi;
• Aggiornare il sito web dell’Azienda con orari, tariffe e mappa delle rivendite autorizzate ecc.

Noi non abbiamo ancora la risposta a questa domanda, ma di certo appare alquanto strano che un servizio che chiude i bilanci in utile da sempre, se pur con enormi ribaltamenti dei costi (costi comuni che un domani graveranno solo sui settori energia e trasporti) per i quali abbiamo inoltrato formale accesso agli atti e a cui l’Azienda ha risposto fornendo inspiegabilmente, “uno stralcio”, della documentazione richiesta, venga esternalizzato.

Va detto inoltre, che questa Segreteria aveva, a seguito di tale condotta, chiesto tramite comunicazione a mezzo pec, un intervento atto a poter ottenere la documentazione mancante, ad alcuni consiglieri di maggioranza e minoranza che avevano speso qualche parola per il servizio in Consiglio Comunale e alle quali tuttavia, non c’è stata alcuna risposta.

Era già apparso strano nel 2015, che la giunta si fosse riunita il 31 Dicembre, alle porte del nuovo anno, per approvare un piano operativo di razionalizzazione delle partecipate in cui si liquidava il settore sosta in due righe, affermando che si prevedeva che l’Amet, non avrebbe continuato a gestire il servizio a meno che non si fosse fatta carico del completamento e gestione del parcheggio di Piazza XX Settembre.

Quindi l’Amet ha deciso di non poter procedere a questa ulteriore gestione? Perché dovrebbe rinunciare così facilmente ad un servizio tanto remunerativo già con i “grattini”, figurarsi con l’installazione dei parcometri.

Ad ogni modo, in seguito è circolata la voce di una comunicazione del Sindaco all’AD di Amet, in cui lo incaricava di dare seguito a tale piano, predisponendo una due diligence aziendale atta a valutare l’ “opportunità” di potenziamento del servizio energia, anche attraverso la cessione di parte del ramo a partner privati e di dismissione di tutti i servizi in affidamento. (In sostanza tutto il contrario di quello che sembra avesse detto in campagna elettorale in un incontro con i dipendenti dell’Azienda). Ma la due diligence non dovrebbe essere una analisi della struttura organizzativa ed economico-finanziaria, della posizione di mercato, delle caratteristiche e delle potenzialità dell’azienda, scevra da condizionamenti di sorta?

Poco dopo però, preciso come un orologio, arriva il Business plan, affidato alla EY, pagato quasi 40000 euro, che oltre a riportare semplicemente i dati forniti dall’azienda sui servizi, riporta gli scenari futuri possibili per i vari servizi, e neanche a farlo apposta per quel che riguarda la sosta, c’è la valutazione circa il completamento dei lavori del parcheggio di Piazza XX Settembre (lavori, che affermano essere attualmente in corso, ci chiediamo se sappiano di cosa stanno parlando o se non abbiano scambiato qualche senza tetto per qualche operaio specializzato) o l’affidamento a terzi.

In verità ci sarebbe anche come azione propedeutica al miglioramento quella di installare i parcometri (i cui introiti, ricordiamo, sarebbero potuti servire per risanare anche gli altri settori aziendali) e di portare il contratto di lavoro degli Operatori a full time per aumentare i controlli, ma quella parte, evidentemente, non interessa.

La cosa che stupisce più di tutte però è che la principale criticità riscontrata nel settore parcheggi è la morosità (in base a quali dati?) alla base della quale, “sembrerebbe esservi l’insufficienza dei controlli da parte degli addetti”. Sembrerebbe?? 40000 euro per un vago sembrerebbe? Quasi a voler dire, così mi hanno detto?

Quale termine di paragone, parallelo o contrario è stato utilizzato per poter fare questa stima?

Più di 30000 multe non sono un dato certo da cui partire per poter affermare il contrario? Perché a noi “sembrerebbe” che si sia voluto gettare la colpa dei disservizi creati dalle scelte politico-aziendali sugli Operatori.

È chiaro quindi, come già da tempo si volesse meschinamente addossare le responsabilità dei problemi del servizio agli Operatori piuttosto che alla non-gestione del servizio da parte dell’Azienda. A tal proposito ci ricordiamo tutti un Sindaco particolarmente stizzito, in un intervista alla emittente Teletrani (ancora presente sulla pagina facebook della stessa, alla data 14 Settembre 2016), dopo che gli Operatori avevano giustamente sanzionato le auto senza grattino in Piazza Trieste, (tra le quali erano presenti auto di consiglieri Comunali) che piuttosto che sottolineare la eventuale difficoltà del reperimento del grattino affermava che si stava “occupando” della cosa e che aveva dubbi sul fatto che gli Operatori sarebbero stati lì
nei giorni successivi visto che per tutta l’estate lì non li aveva visti.

Sarebbe il caso di informare il Sindaco che gli Operatori ci sono stati in quella Piazza, non solo nei giorni successivi, ma negli anni successivi alla presenza costante di parcheggiatori abusivi che lui, probabilmente, non aveva visto.

Inoltre sarebbe possibile sapere i risultati ottenuti con il servizio di pagamento tramite app?

È stato un investimento vantaggioso o l’ennesimo spreco?

In conclusione, per tutti questi motivi, la sorte del servizio, al netto di tutte le prese in giro riguardo le motivazioni sul perché non si potesse procedere all’installazione dei parcometri, tra cui la migliore: “non so se quella strada diventerà pedonale”, era già probabilmente programmata da tempo e tutte le parole spese tramite mezzi stampa e social, da consiglieri, azienda e amministrazione, erano solo mera propaganda politica.

A farne le spese saranno ovviamente i lavoratori che dovranno porre in essere, in tutte le sedi competenti, tutte le misure atte a garantire che il loro posto di lavoro venga salvaguardato, argomento che a quanto pare non rientra assolutamente nei proclami di “soluzione al problema parcheggi”, del Sindaco di Trani.

Si invitano quindi, coloro che stanno portando avanti strenuamente questo progetto, a riconsiderare le loro posizioni e lasciare il servizio in mano alla città, piuttosto che ad un privato, per salvaguardare un settore che potrebbe portare, attraverso la sola installazione dei parcometri, nuova linfa all’Azienda e che difficilmente potrebbe rientrare in un serio piano della Mobilità, se slegata dal settore del TPL al quale è strettamente connesso.

Il Segretario Sindacale Aziendale FIT-CISL - Daniele di Lernia

 


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