«Questa non è responsabilità, ma semplice sopravvivenza politica». Michele Centrone, capogruppo di Trani libera, attacca la maggioranza dopo l'accordo raggiunto in extremis dalla giunta comunale, che ha approvato gli atti rimasti in sospeso, a partire dal dimensionamento scolastico, a pochi giorni dalla scadenza del termine per il ritiro delle dimissioni del sindaco. Centrone contesta la narrazione della maggioranza, che ha presentato le decisioni come un «gesto di profonda responsabilità verso la città», definendole invece «atti di ordinaria amministrazione che avrebbero dovuto essere adottati da tempo».
Nel ricostruire le vicende delle ultime settimane, il consigliere attribuisce le dimissioni del primo cittadino ai condizionamenti del suo stesso partito e alle divisioni interne alla coalizione e critica il blocco sul dimensionamento scolastico, provvedimento che considera cruciale e che, a suo dire, sarebbe stato ostacolato per ragioni politiche.
Nel mirino anche la gestione del verde pubblico: Centrone denuncia il rischio di una sospensione del servizio e di conseguenze per la continuità lavorativa di decine di persone, contestando al contempo gli undici anni di amministrazione che, secondo lui, avrebbero lasciato la città in condizioni di degrado e abbandono.
L'intesa raggiunta all'ultimo momento, secondo il capogruppo di Trani libera, sarebbe stata dettata soprattutto dal timore di una fine anticipata dell'esperienza amministrativa. «Invece di chiedere scusa ai cittadini per aver tenuto la città in ostaggio di giochetti di palazzo e per come è stata ridotta Trani in tutti questi anni - conclude Centrone - oggi hanno persino il coraggio di presentarsi come i salvatori della patria».
Da qui l'invito a non lasciarsi convincere dalla propaganda e la richiesta di un'amministrazione improntata a «decoro, serietà e rispetto».
