Il Consiglio di amministrazione di Amet, figlio della cosiddetta «spending review», sembra anche il più spaccato, forse, della storia dell’azienda. Infatti, nel corso della riunione di venerdì scorso, ben due provvedimenti sono stati respinti a maggioranza con il voto determinante dei dipendenti comunali che, adesso, per legge, fanno parte di questo organismo.
Prima è saltata la proposta dell’amministratore delegato, Maurizio Di Pantaleo, per l'affidamento di una consulenza legale per dieci mesi, al costo di 1300 euro mensili, in favore dell’avvocato Giuseppe Farano. Di Pantaleo vi avrebbe fatto ricorso dopo che, in azienda, non avrebbe trovato dipendenti che, in tempi brevi, redigessero bandi di gara di cui, invece, vi è la massima urgenza: in particolare, i parcometri per i parcheggi a pagamento ed i lavori di spostamento dei sottoservizi sulla Trani-Andria, in vista dell’allargamento della strada.
Ma, in assemblea, sono arrivati il voto contrario del presidente, Renato Nugnes, e dei componenti Luigi Graziano e Giuseppe Merra, decisivi per la bocciatura della proposta alla quale, invece, vi erano il voto favorevole oltre che di Di Pantaleo, anche di Maria Tritta.
Poco dopo, un provvedimento che proponeva la conciliazione con un dipendente, per l'assunzione a tempo indeterminato, è saltato con il voto contrario di tre componenti contro due dello stesso Cda.
Tenendo conto del fatto che, nel frattempo, vige lo stato di agitazione, già indetto dalle sigle sindacali, Di Pantaleo, nei prossimi giorni, dovrebbe rompere il silenzio ed indire una conferenza stampa in cui riferirà i dati dell’attività del management aziendale in questi primi cinque mesi.
A quanto si è appreso, informalmente, è partita una robusta attività di recupero di crediti da aziende debitrici e, inoltre, si sono definite in almeno due milioni le somme, certe, che da tempo il Comune di Trani deve versare, per servizi resi e non pagati, all’azienda di sua proprietà.
Ed un’altra boccata d'ossigeno, ovviamente, dovrebbe arrivare quando si definirà il contratto di locazione del palazzo di via Montegrappa da parte del Tribunale di Trani, da adibire a sede di uffici giudiziari, e di proprietà della stessa Amet: si parla di un canone mensile di circa 10mila euro.
