«Il negozio di vicinato rappresenta un'infrastruttura di un paese, non soltanto un luogo dove si acquista e si vende». Con queste parole Mario Landriscina, direttore di Confesercenti Bat, ha accompagnato la raccolta firme svoltasi a Trani per la proposta di legge nazionale sulla rigenerazione urbana del commercio di prossimità, che punta a raccogliere 50 mila sottoscrizioni per arrivare in Parlamento.
Secondo Confesercenti, tra il 2019 e il 2025 nella Bat sono scomparse 891 attività commerciali, passate da 6.213 a 5.322, con un calo del 14,3 per cento e una perdita di ricchezza stimata in 134 milioni di euro. Gli occupati sono aumentati del 6,4 per cento, ma soprattutto grazie ai dipendenti, mentre gli autonomi sono diminuiti del 18,8 per cento.
Landriscina ha denunciato il peso di burocrazia, costi, grande distribuzione e commercio online, oltre alle difficoltà legate a traffico e parcheggi. Tra le proposte figura una zona economica speciale per il microcommercio e maggiori interventi pubblici per rendere più attrattivi i centri storici. «Il negozio di vicinato - sottolinea - è anche un presidio sociale contro il degrado».
Alla raccolta firme ha partecipato l'assessore al Commercio Alessandro Capone, confermando il sostegno del Comune. «L'amministrazione ha già realizzato uno studio sulla desertificazione urbana e punta al riutilizzo dei locali sfitti e a un piano urbano della logistica sostenibile. Dobbiamo rendere la città sempre più bella e appetibile - dice Capone - sia con iniziative culturali, sia con interventi di rigenerazione urbana, sia migliorando l'arredo e la vivibilità dello spazio pubblico».





