Dalle battaglie per i diritti civili al rapporto con Marco Pannella, dalla politica alle scelte di vita sempre fuori dagli schemi. Emma Bonino ha attraversato la storia italiana lasciando un segno profondo. E anche Trani conserva una pagina della sua lunga esperienza politica.
Emma Bonino è morta a 78 anni. Con lei scompare una delle figure più riconoscibili e controverse della politica italiana, protagonista per decenni delle battaglie radicali per i diritti civili, le libertà individuali e l'affermazione dei diritti delle donne.
Una donna che ha fatto della coerenza delle proprie scelte una cifra distintiva, spesso andando contro il comune sentire e sfidando il perbenismo. Una storia personale e politica strettamente intrecciata a quella di Marco Pannella, compagno di tante battaglie e figura centrale del movimento radicale. L'aborto, i diritti civili, le libertà individuali, le campagne politiche, l'impegno istituzionale. Bonino ha attraversato stagioni profondamente diverse della Repubblica senza rinunciare a quella dimensione radicale che l'ha accompagnata per tutta la vita.
E proprio la storia politica di Emma Bonino incrocia anche quella di Trani.
Era l'11 febbraio 1996 quando nella città si tenne un comizio a sostegno della candidatura di Marco Pannella alle elezioni suppletive del collegio Trani-Corato-Ruvo di Puglia. Tra gli oratori era indicata Emma Bonino, all'epoca commissaria europea. Bonino, tuttavia, non fu fisicamente presente a Trani in quell'occasione
In quei giorni la città ospitò infatti una riunione nazionale del movimento organizzata a Palazzo San Giorgio. Il 9 febbraio si era inoltre svolto il Consiglio generale del Movimento dei Club Pannella-Riformatori, sempre nell'ambito della stessa iniziativa politica.
Un passaggio che restituisce la dimensione dell'impegno politico di quegli anni e il rapporto particolarmente stretto tra Bonino e Pannella.
La sua presenza a Trani sarebbe tornata a essere annunciata anche negli anni successivi. In occasione di un appuntamento de «La Rosa nel Pugno», in piazza della Repubblica, era infatti prevista la partecipazione dell'onorevole Emma Bonino. Sul palco avrebbero dovuto intervenire Fabrizio Ferrante, segretario dello Sdi Trani e componente del Consiglio nazionale del partito, Nicola Damascelli, consigliere comunale Sdi, e Arturo Fortebraccio, candidato alla Camera dei deputati.
Un altro capitolo del rapporto tra Emma Bonino e Trani è rappresentato dal Premio Forme, giunto alla sua terza edizione e ospitato proprio a Palazzo San Giorgio.
La manifestazione, promossa dall'Associazione culturale Forme, presieduta da Elena Brulli, nasce con l'obiettivo di riconoscere donne e personalità che si sono distinte per tenacia, qualità e capacità di visione nei più diversi ambiti: sociale, artistico, economico, scientifico, culturale, scolastico e politico. Tra le personalità premiate figurava proprio Emma Bonino, senatrice della Repubblica, per il suo impegno con e per le donne.
Il percorso di Emma Bonino resta così legato a una parola che più di altre sembra definirla: libertà.
Libertà nelle battaglie politiche, nelle scelte personali, nel modo di interpretare il ruolo pubblico. Una radicalità che non coincideva soltanto con l'appartenenza politica, ma con un modo di stare nella società e di affrontare le proprie convinzioni.
