Il Festival di Sanremo conferma ancora una volta che i pronostici della vigilia non sono garanzia di vittoria. Serena Brancale, indicata come favorita prima dell'inizio della manifestazione, ha chiuso al nono posto un'edizione comunque ricca di soddisfazioni personali.
Le quote dei migliori siti di bookmaker la davano in testa con valori compresi tra 2.85 e 3.50, una forbice che indicava una fiducia solida da parte degli addetti ai lavori. Alle sue spalle il duo formato da Fedez e Marco Masini, proposto attorno a quota 6.00, e Sayf tra 6.50 e 7.50, seguito da Tommaso Paradiso. Eppure, al termine della kermesse, la classifica finale ha ribaltato ogni aspettativa. A trionfare è stato Sal Da Vinci con "Per sempre sì", un risultato che ha colto di sorpresa pubblico e critica, confermando quella imprevedibilità che rende Sanremo unico nel panorama musicale italiano.
Nonostante il piazzamento deludente rispetto alle attese, Serena Brancale ha conquistato il cuore del pubblico con il brano intimista dedicato alla madre, ricevendo il Premio della Sala stampa "Lucio Dalla", il Premio Lunezia e il Premio TIM. Nella serata cover, al fianco di Gregory Porter e DELIA, ha reinterpretato "Bésame Mucho" con eleganza, unendo jazz, soul e cantautorato puro. Un percorso che ha confermato la sua qualità artistica, pur senza il risultato sperato.
La vittoria di Sal Da Vinci rappresenta l'ennesimo colpo di scena della storia sanremese. L'artista napoletano non era tra i favoriti della vigilia, eppure ha conquistato il primo posto con il 22,2% dei voti, precedendo Sayf e Ditonellapiaga. Un trionfo che si inserisce in una lunga tradizione di ribaltamenti. Nel 2021, i Måneskin non erano la rockband globale che conosciamo oggi. Con "Zitti e buoni" ribaltarono i pronostici e aprirono una nuova era, arrivando poi a dominare le classifiche internazionali dopo la vittoria all'Eurovision.
Nel 2019, Mahmood sorprese tutti con "Soldi", superando Ultimo che era dato per favorito. La vittoria generò polemiche ma anche un successo planetario per il cantante italo-egiziano. Due anni prima, Francesco Gabbani aveva spiazzato con "Occidentali's karma", battendo la favorita Fiorella Mannoia grazie anche alla memorabile performance con il gorilla sul palco dell'Ariston. Il 2010 resta invece l'edizione più controversa, quando Valerio Scanu trionfò a discapito di artisti ritenuti superiori come Noemi, Malika Ayane e Simone Cristicchi.
Tornando indietro negli anni, nel 2000 la Piccola Orchestra Avion Travel vinse con "Sentimento", superando clamorosamente artisti affermati come Irene Grandi, Gianni Morandi e Max Gazzè. Nel 1997, i Jalisse conquistarono il Festival con "Fiumi di parole", una vittoria che spiazzò tutti e che ancora oggi viene ricordata come una delle più inaspettate. E chi può dimenticare il 1978, quando i Matia Bazar trionfarono con "E dirsi ciao", lasciando al terzo posto l'iconica "Gianna" di Rino Gaetano?
Queste vittorie inaspettate confermano che Sanremo rimane imprevedibile, capace di premiare l'emozione del momento, l'interpretazione, la capacità di connettersi con il pubblico oltre ogni logica di mercato. E per Serena Brancale, nonostante il risultato finale, si apre ora una nuova fase con l'album "Sacro" in uscita il 10 aprile e il tour che partirà da Londra il 30 aprile per toccare le principali città italiane ed europee, fino al grande evento finale a Bari il 3 ottobre al Palaflorio.
