«La provincia di Barletta-Andria-Trani non può restare ai margini del piano di rilancio del settore olivicolo: le misure nazionali, dal sostegno allo stoccaggio al rafforzamento dei controlli sulla tracciabilità, dovranno essere pienamente accessibili anche alle aziende e ai frantoi della Bat». È l'appello lanciato dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Andrea Ferri, che interviene sulla crisi del comparto olivicolo pugliese indicando tre segnali - le frodi, la Pac e il riconoscimento della cultivar Coratina - che, a suo dire, confermano l'urgenza di agire.
«Le notizie emerse nelle ultime ore - premette Ferri - confermano, ancora una volta, come la crisi dell'olivicoltura pugliese non possa essere considerata una semplice dinamica di mercato. Siamo di fronte a una situazione complessa che coinvolge contemporaneamente il livello europeo, quello nazionale e quello regionale e che richiede una risposta coordinata delle istituzioni».
I NUMERI DELLA CRISI
I dati di partenza, secondo il consigliere, sono già di per sé allarmanti. Il report «Frantoio Italia» dell'Ispettorato centrale repressione frodi certifica che, al 31 gennaio 2026, la provincia di Barletta-Andria-Trani deteneva l'11,1 per cento delle giacenze nazionali di olio di oliva, risultando la terza provincia italiana per quantitativo stoccato. Con la nuova campagna olearia ormai alle porte e prezzi all'origine intorno ai 4,50 euro al chilogrammo, ben al di sotto dei costi di produzione, «il rischio per frantoi e aziende agricole del nostro territorio - avverte Ferri - è concreto e non più rinviabile».
IL FRONTE DELLE FRODI
Sul contrasto alle pratiche illecite, il consigliere richiama l'operazione condotta dall'Icqrf insieme alla Guardia di finanza, culminata nel sequestro di sostanze utilizzate per deodorare oli lampanti e commercializzarli fraudolentemente come extravergini, con una rete commerciale che coinvolgeva società operanti in Spagna, Portogallo, Francia e Albania. «Conferma quanto il mercato sia esposto a pratiche illecite - osserva - capaci di danneggiare contemporaneamente i produttori onesti e i consumatori». Da qui l'apprezzamento per la decisione del sottosegretario al Ministero dell'agricoltura, Patrizio La Pietra, di convocare la cabina di regia dei controlli agroalimentari per avviare una campagna straordinaria nel comparto olivicolo: «È un'iniziativa che va nella giusta direzione, perché la tutela della qualità passa necessariamente attraverso controlli rigorosi lungo l'intera filiera produttiva».
IL LIVELLO EUROPEO
Ferri guarda poi a Bruxelles, dove nei giorni scorsi ha incontrato l'europarlamentare Michele Picaro, così come già avvenuto in passato con l'europarlamentare Francesco Ventola e con lo stesso sottosegretario La Pietra. «Condivido pienamente - afferma - quanto ribadito dall'europarlamentare Picaro sulla necessità di rafforzare le regole comunitarie in materia di qualità, tracciabilità e contrasto alle frodi, ma anche di garantire condizioni di concorrenza realmente eque rispetto alle produzioni provenienti dai Paesi extra Ue, con particolare riferimento alle importazioni di olio tunisino. Non si tratta di chiusure protezionistiche, ma dell'applicazione del principio di reciprocità».
LA CONQUISTA DELLA CORATINA
Di particolare rilievo, per il consigliere, è il risultato raggiunto sulla cultivar simbolo del Nord barese e della provincia Bat. La 123ª sessione plenaria del Consiglio oleicolo internazionale, riunita a Lisbona, ha reso definitiva la deroga relativa al contenuto di steroli degli oli ottenuti dalla Coratina: «Una conquista storica per il nostro territorio - sottolinea Ferri - perché per anni quel limite, oggi riconosciuto dalla comunità scientifica come una caratteristica naturale della varietà e non come un'anomalia qualitativa, ha rappresentato un ostacolo alla piena valorizzazione commerciale degli oli monovarietali. La trasformazione della deroga temporanea in una previsione stabile offre finalmente certezze ai produttori e apre nuove prospettive di crescita sui mercati internazionali». Un risultato al quale, ricorda, ha contribuito anche l'europarlamentare Ventola, che aveva portato la questione all'attenzione del commissario europeo all'agricoltura, Christophe Hansen, prima della riunione del Coi.
L'IMPEGNO IN CONSIGLIO REGIONALE
«L'insieme di questi elementi - conclude Ferri - dimostra che quando i diversi livelli istituzionali operano in sintonia è possibile costruire risposte efficaci per il comparto agricolo. È lungo questa direttrice che continuerò a lavorare anche in Consiglio regionale, affinché le misure che saranno definite a livello nazionale, dal sostegno allo stoccaggio in regime “de minimis” al rafforzamento dei controlli sulla tracciabilità fino alla valorizzazione delle denominazioni di origine, siano pienamente accessibili anche alle aziende e ai frantoi della Bat, che rappresentano una componente fondamentale della filiera olivicola italiana e una tradizione produttiva che abbiamo il dovere di difendere e valorizzare».
