«Siamo nel luogo di maggiore difficoltà della nostra città e siamo qui per dire che ci siamo, e ci saremo costantemente». Con queste parole il sindaco, Marco Galiano, ha presentato stamane la sua giunta nell'area di parco Petrarota, a ridosso del cantiere del futuro sottopasso di via De Robertis: nove assessori, più il primo cittadino, per dieci aree tematiche, ciascuna battezzata con una parola chiave, dallo slancio alla cura, dalle risorse allo sviluppo.
UN CANTIERE COME PALCOSCENICO
La scelta del luogo non è stata casuale. «Metaforicamente, ma a volte anche realmente - ha esordito Galiano - saremo costretti a mettere caschetto e scarpe antinfortunistiche e andare sui luoghi». Poco prima della conferenza stampa, il sindaco era in Comune con il dirigente del settore lavori pubblici e con Rete ferroviaria italiana: nei prossimi giorni saranno emanate le ordinanze che comunicheranno le tempistiche delle chiusure necessarie alla prosecuzione dei lavori del sottopasso, destinato ad abbattere «una delle barriere più importanti della nostra città». «Questo sarà nei prossimi mesi forse il luogo di maggiore stress per la nostra città - ha aggiunto - e ci tenevamo a dare un segnale a chi vive in questo quartiere, anche al di là di quel passaggio a livello: l'amministrazione c'è».
OTTO GIORNI PER LA SQUADRA
A quasi un mese dal ballottaggio, Galiano ha risposto a chi gli rimprovera i tempi della nomina: «Otto giorni per creare una giunta sono il tempo giusto e fisiologico per poter lavorare al meglio». Nel frattempo, ha ricordato, la macchina comunale era impegnatissima a garantire che i cinque giorni di concerti di Battiti Live si concludessero senza incidenti: «Chi non se n'è accorto ha probabilmente qualcosa che offusca la visuale. Ma, detto questo, noi andiamo avanti lo stesso».
NIENTE RIMPASTI ALL'ORIZZONTE
L'identikit fornito a partiti e liste era preciso: «Avevo bisogno di persone competenti sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista politico - ha spiegato il sindaco - e l'idea è che queste dieci persone arrivino al termine della consiliatura: non abbiamo voglia di rimpasti». Quattro assessori portano in dote un numero cospicuo di preferenze, «almeno tremila voti» a conti fatti, segno di «un mandato politico forte»; agli altri, che non parteciparono alla competizione elettorale, è andato il ringraziamento per avere messo le proprie professionalità al servizio della città.
NOMI E DELEGHE
Vicesindaco è Tommaso Laurora, assessore allo slancio, la città delle energie: sport, impiantistica sportiva, tempo libero e aggregazione. Fra i dossier, l'avviso Sport e periferie da 3 milioni di euro nella zona di via De Gasperi, di cui 600.000 di cofinanziamento comunale: «Non è totalmente gratis - ha precisato Galiano - ma è un impegno grande che proviene dal bilancio comunale».
A Cosimo Damiano Di Lernia va la tutela, la città che protegge: polizia locale, sicurezza urbana, protezione civile, educazione alla legalità, rapporti istituzionali, politiche giovanili, cittadinanza attiva, salute territoriale e rigenerazione urbana. «Sono molto felice che a occuparsi di sicurezza sia un esponente di Alleanza verdi e sinistra - ha sottolineato il sindaco - perché dimostreremo che il tema non è pertinenza esclusiva di una ideologia». La rigenerazione urbana, ha aggiunto, richiede «non soltanto fantasia, ma concretezza, e conosco poche persone più concrete di Mino».
Donata Di Meo è assessora alla comunità, la città che educa e partecipa: pubblica istruzione, edilizia scolastica, associazionismo, alta formazione, consulte e partecipazione, contenzioso e politiche abitative, con l'impegno ad avviare tutte le forme di housing sociale.
A Irene Cornacchia il futuro, la città sostenibile: benessere del cittadino, transizione ecologica ed energetica, decoro urbano, randagismo e benessere animale, igiene, ambiente e rifiuti. Proprio il decoro urbano, ha osservato Galiano, «è forse una delle richieste che maggiormente ci vengono fatte da chi vive la nostra città».
Giuseppina Tota guiderà la cura, la città che non lascia indietro nessuno: welfare, fragilità e inclusione, osservatorio per le barriere architettoniche, famiglia, pari opportunità, intercultura e dialogo interreligioso. Fra i due, un rapporto quasi filiale: Galiano è stato a lungo docente della scuola di cui Tota è stata dirigente. «È una persona a cui affiderei tranquillamente qualsiasi cosa», ha confidato.
Paola Covelli è assessora alle risorse, la città che programma e investe: bilancio, tributi, valorizzazione del patrimonio, programmazione economica, fondi europei e internazionalizzazione. Il compito è «invertire la logica che ha dominato l'epoca del Pnrr - ha spiegato il primo cittadino - quando tutte le amministrazioni hanno dovuto prendere i finanziamenti e poi pensare alla finalità: noi dobbiamo fare il lavoro contrario», attraverso uffici appositi e persone competenti, «auspicabilmente anche giovani».
Nicola Di Pinto è assessore al territorio, la città che si rigenera: lavori pubblici, cantieri e manutenzioni, polo teatrale e congressuale, mobilità, viabilità, trasporti e verde. «L'assessorato leggero», ha scherzato Galiano, elencando poi i compiti: chiudere la fase del Pnrr, portare a termine i Pinqua, valorizzare l'edilizia residenziale pubblica nei rapporti con Arca, completare il sottopasso ciclopedonale di via Andria e aprire finalmente i contenitori culturali, cinema Impero e Supercinema.
Carlo Laurora è assessore all'innovazione, la città semplice e trasparente: personale, organizzazione, transizione digitale e open data, semplificazione, trasparenza, promozione e sviluppo delle attività produttive, rapporti con le società controllate e cimitero. Sul camposanto, la battuta amara del sindaco a proposito del cantiere del project financing, inaugurato nei suoi primi giorni di mandato: «Ha impiegato soltanto diciassette anni per essere avviato». Nel prossimo consiglio comunale arriveranno le linee di indirizzo per gli avvisi pubblici di selezione delle figure mancanti nelle tre controllate, mentre con la chiusura del Ccnl degli enti locali si potrà avviare la stesura del contratto decentrato integrativo, dopo un primo incontro con le Rsu.
Ad Alessandro Capone, infine, lo sviluppo, la città che crea opportunità: commercio, demanio, porto, pesca, agricoltura, artigianato, turismo e marketing territoriale, mercati e pubblici esercizi, mare e blue economy, centro storico. «Ho visto Sandro lavorare su dossier importanti - ha ricordato Galiano - penso al commercio, al documento strategico, al Duc», per poi indicare la priorità: «Il mercato ittico rappresenterà probabilmente la sfida più importante per il settore: tutto il resto sarà solo ordinaria amministrazione».
Il sindaco trattiene per sé la visione, l'identità che guarda al futuro: urbanistica, cultura e politiche sociali d'ambito.
LINEE PROGRAMMATICHE IN ARRIVO
Sui programmi, Galiano ha frenato le domande: «Fare adesso delle domande specifiche rispetto agli impegni di ciascun assessore è superfluo, perché non l'abbiamo ancora deciso». Le linee programmatiche si avvarranno anche del contributo delle minoranze, che il sindaco convocherà appena avviati i lavori della giunta, e saranno illustrate in una conferenza stampa più puntuale. La chiusa è in tema con la cornice: «Siamo in un cantiere e adesso tocca lavorare».



