«Un bilancio in utile e una raccolta differenziata oltre il 75 per cento non cancellano le pesanti partite ancora aperte». È quanto emerge dalla relazione di fine 2025 dell'amministratore unico di Amiu, Gaetano Nacci, che evidenzia come il principale nodo riguardi i circa 10 milioni di euro che l'ex consorzio Ato Bari 1, oggi in liquidazione, deve ancora restituire alla società. In assenza dell'ente, la somma potrebbe ricadere in solido sui nove comuni che ne facevano parte: Andria, Barletta, Canosa di Puglia, Corato, Molfetta, Ruvo di Puglia, Terlizzi e Trani.
Il bilancio 2025 si chiude con un utile di 70.013 euro, un valore della produzione di 13,67 milioni e un patrimonio netto di 2,38 milioni. I ricavi crescono grazie all'adeguamento del corrispettivo riconosciuto dal Comune di Trani, mentre il margine operativo lordo registra un deciso calo rispetto al 2024.
Sul fronte operativo, Amiu conferma il primato regionale nella raccolta differenziata con una media annua del 75,59 per cento e mantiene le certificazioni di qualità, ambiente e sicurezza.
Resta però aperta la questione del contratto di servizio con il Comune, prorogato fino al 30 giugno 2026 in attesa dei nuovi piani industriali e della sottoscrizione del nuovo accordo.
La relazione richiama anche diversi contenziosi, tra cui due cause pendenti davanti alla Corte di Cassazione e alla Corte d'Appello di Bari, oltre alla denuncia per una presunta truffa da circa 105mila euro legata a due bonifici eseguiti su un conto corrente falsamente intestato a un fornitore. Nel complesso, il documento descrive una società economicamente in equilibrio, ma ancora alle prese con rilevanti questioni finanziarie e giudiziarie.
