Un muro che crolla trionfalmente sul palcoscenico, sulle note di «Outside the wall», pezzo iconico firmato da Roger Waters per «The Wall», l'album dei Pink Floyd del 1979. Si è chiusa così, ieri sera, la seconda serata del contest teatrale Il Giullare, con la standing ovation tributata a «Scomodi», lo spettacolo proposto dalla compagnia Teatroverso di Monopoli: un finale che è stato, insieme, immagine e messaggio, ovvero l'invito ad abbattere le barriere fisiche e, soprattutto, quelle mentali.
La compagnia monopolitana ha conquistato il pubblico del centro Jobel grazie a una formula ormai sempre più collaudata e vincente di teatro immersivo ed inclusivo: gli attori corrono fra il pubblico, sventolano fazzoletti, mostrano cartelli e trascinano la platea dentro la narrazione, fino a renderla parte attiva dell'abbattimento del muro. L'opera ha raccontato pregiudizi e ipocrisie, e la maniera di superarli, in una successione di quadri scenici sorretta, ancora una volta, da scelte musicali di enorme valore: fra queste, «La fenice» dei Radiodervish e «Mio fratello è figlio unico» di Rino Gaetano.
Valore aggiunto della serata è stato il quintetto d'archi del conservatorio «Nino Rota» di Monopoli, con la presenza, fra gli altri, della docente di violoncello Giuliana Zito: la loro esecuzione dal vivo de «La cura», di Franco Battiato, ha rappresentato uno dei momenti più toccanti dell'intera rappresentazione, cucendo insieme i quadri scenici e amplificando l'emozione del pubblico.
Il contest prosegue questa sera con il terzo spettacolo, ancora di marca pugliese: sul palco salirà l'Associazione pugliese per la retinite pigmentosa di Bari con «Il fluire della vita».
La serata di ieri era stata aperta da una piacevole storia di calcio e inclusione: quella del progetto Tutt'uno, realizzato a Corato e dintorni da Sebastian Sirne, ex giocatore di calcio argentino emigrato in Italia, che oggi fa giocare insieme, nella stessa squadra, i migranti del mare approdati nei centri di accoglienza pugliesi. Sirne e la sua famiglia hanno fatto di questo progetto una missione, che è anche di fede.




