«È una grave rottura della comunione ecclesiale, che non può lasciarci indifferenti». Con queste parole l'arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, monsignor Leonardo D'Ascenzo, ha messo in guardia i fedeli della diocesi dopo il nuovo scisma della Fraternità sacerdotale San Pio X, che il 1° luglio scorso ha consacrato quattro vescovi senza mandato pontificio. La lettera, diffusa dalla Cancelleria diocesana il 14 luglio, assume particolare rilievo anche per la presenza stabile della Fraternità in una chiesa dell'agro di Corato.
Richiamando il decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede, l'arcivescovo ricorda che sacerdoti e laici che aderiscono formalmente alla Fraternità incorrono automaticamente nella scomunica. Inoltre, sottolinea che confessioni e matrimoni celebrati dai sacerdoti lefebvriani sono da considerarsi invalidi, mentre gli altri sacramenti vengono amministrati illecitamente.
D'Ascenzo invita infine alla preghiera per l'unità della Chiesa e ricorda che la Santa Sede ha predisposto un percorso di riconciliazione per i fedeli che desiderino rientrare nella piena comunione ecclesiale.
Lo strappo rappresenta il secondo nella storia della Fraternità fondata nel 1970 da monsignor Marcel Lefebvre. Dopo il primo scisma del 1988 e i successivi tentativi di dialogo promossi dai Pontefici, le nuove consacrazioni episcopali senza autorizzazione del Papa hanno determinato una nuova dichiarazione di scisma da parte della Santa Sede, che considera ora formalmente scomunicati i vescovi coinvolti e chi aderisce alla Fraternità.
