«Siamo stati rinchiusi in un carcere dei servizi segreti dove la gente viene fatta sparire». Con queste parole Domenico Centrone, attivista molfettese della Global Sumud Flotilla, ha raccontato a Trani i trenta giorni di detenzione trascorsi in Libia orientale insieme con altri nove volontari diretti a Gaza. L'incontro, organizzato all'hub Porta Nova dal Comitato pace e disarmo e dall'Anpi, ha visto anche la testimonianza di Janelle Jones, attivista statunitense arrestata con il gruppo.
Sara Suriano ha ricostruito le fasi del convoglio umanitario partito da Tripoli con 250 volontari e aiuti destinati a Gaza. La marcia si è fermata a Sirte, dove una delegazione di dieci attivisti ha oltrepassato il checkpoint per trattare con le autorità della Cirenaica. Da quel momento i contatti si sono interrotti, mentre il resto del convoglio è stato sgomberato con la forza e rimpatriato.
Centrone e Jones hanno descritto la prigionia iniziata il 24 maggio in un centro di detenzione dei servizi segreti a Bengasi: isolamento in celle di pochi metri quadrati, continue promesse di liberazione mai mantenute e una pressione psicologica definita «una tortura». Solo dopo lo sciopero della fame, la visita del console italiano e i primi contatti con le famiglie le condizioni sono migliorate, fino alla liberazione del 23 giugno. Centrone ha inoltre ricordato Jadalla, farmacista detenuto da anni nella stessa struttura.
Sul piano giuridico, l'avvocata Amina Tridente ha denunciato quella che ha definito una progressiva erosione del diritto internazionale umanitario, contestando sia il blocco degli aiuti diretti a Gaza sia la criminalizzazione delle iniziative di solidarietà. Ha inoltre annunciato un'istanza di accesso civico sulle eventuali esportazioni di armi dal porto di Bari e la possibilità di ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo.
La serata si è conclusa con l'annuncio della marcia per la pace Gravina-Altamura del 24 ottobre e della «Pastasciutta antifascista» organizzata dall'Anpi di Trani il 24 luglio a Santa Geffa.

