«Abbiamo scelto l’astrattismo, una forma d’arte più complessa e meno immediata rispetto al figurativo». Con queste parole Antonio Ladogana, curatore del Centro d’Arte Michelangiolo di Trani, presenta «L’arte astratta e il suo linguaggio», mostra che per la prima volta porta la galleria nel cartellone de I Dialoghi di Trani, dedicato quest’anno alla «complessità».
L’esposizione, inaugurata l’11 settembre, resterà aperta fino al 27 settembre in via Giovanni Bovio 186, con opere di Lucio Fontana, Mirò e Castellani, accanto a quelle di artisti legati al territorio come Michele Zaza, Antonio Laurelli, De Stefanis, Ferrero e Ivo Scaringi (in primo piano nella foto di copertina).
L’obiettivo è offrire al pubblico strumenti per avvicinarsi a un linguaggio artistico meno immediato del figurativo. «La mostra ha anche questo compito, non tanto di studio quanto di lettura», spiega Ladogana, sottolineando la volontà di stimolare curiosità e interesse verso l’arte astratta.
La partecipazione ai Dialoghi nasce da una proposta dello stesso curatore, che ha voluto aggiungere alla rassegna letteraria un «tassello artistico», in sintonia con il tema della complessità. Per Ladogana, l’iniziativa contribuisce inoltre a valorizzare le diverse realtà cittadine e a restituire di Trani un’immagine «ampia, variegata e positiva».
Terminata la mostra sull’astrattismo, il Centro d’Arte Michelangiolo proporrà un nuovo appuntamento dedicato al paesaggio, con particolare attenzione a quello pugliese.









