Dal 30 agosto al 13 settembre Andria ha ospitato la trentesima edizione del Festival Internazionale di Andria Castel dei Mondi, una delle rassegne più longeve e riconoscibili del panorama culturale nazionale. Un’edizione speciale, quella del trentennale, che ha confermato la vocazione del festival a mettere in dialogo i diversi linguaggi dell’arte per interrogare il presente e raccontare le inquietudini della contemporaneità.
Teatro, danza, musica, circo contemporaneo, installazioni e performance hanno animato diversi luoghi simbolo della città, da Piazza Catuma al Palazzo Ducale, dall’Officina San Domenico alla Villa Comunale, fino al Chiostro di San Francesco. Il tema scelto per questa trentesima edizione dalla direzione artistica di Riccardo Carbutti è stato “Squilibri e Misteri”, una chiave di lettura attraverso cui il festival ha esplorato le contraddizioni e le trasformazioni del presente. Tra gli appuntamenti più attesi della fase conclusiva della rassegna, il Festival Castel dei Mondi ha oltrepassato i confini di Andria per approdare a Trani, nella suggestiva cornice di Palazzo delle Arti Beltrani, dove il protagonista è stato Marco Giallini.
L’attore romano è stato ospite dell’incontro “L’equilibrio imperfetto dei ricordi”, un racconto personale e originale costruito attorno alla musica, alla memoria e ai vinili. Una Corte Santorsola gremita ha accolto Giallini, protagonista di un dialogo con la giornalista Giorgia Battista, accompagnato da una speciale Vinyl Session. Più che una semplice intervista, è stato un viaggio nella memoria dell’attore attraverso i dischi che hanno accompagnato le diverse stagioni della sua vita. Canzoni, persone, luoghi, amori, notti e incontri sono diventati le tappe di un racconto autobiografico fuori dagli schemi, nel quale un vecchio vinile è riuscito a riportare al presente emozioni e ricordi lontani.
Un’atmosfera intima e informale, particolarmente apprezzata dal pubblico, che per circa un’ora ha seguito gli aneddoti personali di Giallini, raccontati con la consueta ironia e con il suo inconfondibile timbro di voce.
La musica, del resto, ha accompagnato l'attore fin dagli esordi. Giallini ha ricordato gli anni Ottanta e la sua esperienza con il gruppo rock The Monitors, nato proprio all'inizio di quel decennio. Una passione mai abbandonata e che nel corso della serata è diventata il filo rosso per ripercorrere anche alcune delle principali tappe della sua carriera cinematografica e televisiva.
Dal Nastro d’Argento per “Posti in piedi in paradiso” di Carlo Verdone ad “ACAB” di Stefano Sollima, passando per “L’ultimo capodanno” di Marco Risi e “Romanzo criminale – La serie”. E ancora “Se Dio vuole”, accanto ad Alessandro Gassmann, fino alle pellicole di Paolo Genovese, tra cui “Tutta colpa di Freud” e soprattutto “Perfetti sconosciuti”.
Non poteva mancare il riferimento a Rocco Schiavone, il vicequestore romano burbero, solitario e apparentemente disincantato trasferito ad Aosta, personaggio che ha contribuito a consolidare ulteriormente la popolarità di Giallini presso il grande pubblico.
Un'ora di aneddoti personali raccontati con la consueta ironia ed il suo inconfondibile timbro, partendo dalle recenti vicissitudini fisiche che sono state causa del rinvio dell'appuntamento inizialmente previsto nei mesi precedenti.
Curiosi i siparietti con il sindaco Marco Galliano, presente tra il pubblico, coinvolto dal tono scherzoso dell'attore romano e dalla sua "sorpresa" quando ha saputo della coincidente omonimia.
Alla domanda su un ruolo che non è ancora arrivato e che gli piacerebbe interpretare, la risposta è stata tipica dell'uomo-personaggio Giallini: "L'Uomo Ragno, perché ha una bella tuta e, quando si mette la maschera, potrebbe anche recitare una mia controfigura, così da potermi riposare sul set. Scherzi a parte, mi piacerebbe recitare una personaggio della musica rock, genere che adoro e che suono". Dopo aver pernottato presso una struttura tranese, Giallini ha salutato Trani che lo aveva già ospitato per le riprese del film "Loro chi?" girato con il grande amico Edoardo Leo nel 2015.
Mimmo Magnifico




