«I nuovi consiglieri eletti non hanno affrontato alcune delle principali promesse formulate dal sindaco Amedeo Bottaro e rimaste, ad oggi, disattese». Lo sostiene il professor Giuseppe De Simone, che ha voluto commentare quanto emerso nel corso dell'ultima seduta del Consiglio comunale di Trani, alla quale la stampa ha dato ampio risalto. Secondo De Simone, molti cittadini tranesi sono rimasti delusi dagli interventi dei consiglieri, che avrebbero evitato di toccare alcuni dei nodi più delicati dell'amministrazione uscente.
Tra le promesse rimaste sulla carta, De Simone cita in particolare l'introduzione di una raccolta differenziata puntuale, accompagnata da un sistema di premialità economica per i cittadini virtuosi. «Si continua, invece» - osserva - «a utilizzare nella raccolta differenziata i cosiddetti cassonetti volanti, che rendono difficile verificare la corretta natura dei rifiuti conferiti e non consentono di premiare concretamente i cittadini che effettuano una raccolta differenziata corretta».
Il professore richiama poi l'attenzione sulla situazione dell'Amiu Spa di Trani, che si appresta a salutare l'ingegnere Nacci, amministratore unico. Quest'ultimo, ricorda De Simone, subito dopo la campagna elettorale ha bandito un concorso per nuove assunzioni, «nonostante non vi fossero adeguate motivazioni né particolari esigenze organizzative tali da giustificare l'ampliamento del personale», a giudizio di alcuni osservatori.
Nessuno dei nuovi eletti, secondo De Simone, ha inoltre avuto il coraggio di affrontare il tema della gestione dell'Amiu, ritenuta da molti eccessivamente personalistica, caratterizzata dall'affidamento di numerosi incarichi legali e tecnici senza un adeguato controllo da parte del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, individuato nel segretario generale, né da parte del sindaco Bottaro, che ha approvato i relativi bilanci.
IL NODO DEI BENEFICI ECONOMICI
Fra i temi segnalati da De Simone vi è anche la proposta avanzata da un movimento civico di modificare il regolamento comunale per la concessione di benefici economici a soggetti pubblici e privati operanti senza scopo di lucro. «Tale iniziativa» - spiega - «ha rafforzato nei cittadini onesti la convinzione che, negli ultimi undici anni, tali benefici siano stati concessi prevalentemente a determinate associazioni e a specifici soggetti».
A questo proposito, prosegue De Simone, è stata rivolta al sindaco Bottaro una richiesta urgente, ripresa anche dagli organi di stampa, affinché venga istituito uno specifico capitolo di bilancio destinato a sostenere le persone in condizioni di grave disagio economico, impossibilitate a sostenere il costo dell'affitto a causa di redditi insufficienti.
Analoga attenzione, ricorda il professore, è stata richiesta per le famiglie che assistono in casa persone affette da disabilità in condizioni di gravità assoluta, le quali confidavano nell'erogazione di contributi economici analoghi a quelli già previsti da altri Comuni e Regioni a favore dei caregiver familiari che affrontano situazioni di particolare difficoltà sociale ed economica.
SANITÀ E RESPONSABILITÀ POLITICHE
Sul tema della sanità, De Simone osserva che alcuni interventi hanno assunto il tono di un comizio elettorale. «Resta tuttavia il fatto» - precisa - «che la città di Trani non dispone più dell'assistenza sanitaria di cui godeva in passato, quando poteva contare su un ospedale all'avanguardia e su numerosi reparti altamente efficienti, progressivamente ridimensionati da scelte politiche che non hanno tutelato adeguatamente gli interessi della collettività».
Il professore si domanda, inoltre, come sia possibile che alcuni esponenti politici, un tempo parte della maggioranza e oggi collocati all'opposizione, gridino allo scandalo rispetto a proposte avanzate dall'amministrazione Galiano, quando per undici anni non solo non hanno denunciato analoghe criticità, ma neppure hanno avanzato proposte alternative.
Allo stesso tempo, sottolinea De Simone, sorprende il silenzio mantenuto dal centrodestra durante gli undici anni di amministrazione precedente, periodo nel quale sono stati rilasciati numerosi permessi di costruire, da tempo all'attenzione della Procura della Repubblica di Trani, che hanno consentito la demolizione di ville e fabbricati esistenti per lasciare spazio a nuovi complessi edilizi, in applicazione di un Piano urbanistico generale del 2009 più volte oggetto di discussione. Nessuna amministrazione, nel frattempo, ha ritenuto opportuno procedere a una revisione del Pug, adeguandolo alle mutate esigenze urbanistiche e sociali della città.
ANTENNE, COSTA E URBANISTICA
De Simone segnala inoltre come nessuno abbia dedicato attenzione al crescente numero di impianti di telefonia mobile che vengono installati sul territorio comunale, spesso tra le polemiche per il presunto mancato rispetto delle norme urbanistiche e delle disposizioni regolamentari che disciplinano la loro localizzazione e il rilascio delle autorizzazioni.
Parimenti, osserva il professore, nessun consigliere, né di maggioranza né di opposizione, ha affrontato il tema degli interventi sulla costa sud, che hanno profondamente modificato il patrimonio arboreo e architettonico della città. Lo stesso vale per la costa nord, dove permane la situazione dell'area dell'ex distilleria, ancora inquinata e mai completamente caratterizzata sotto il profilo ambientale.
«Nel frattempo» - aggiunge De Simone - «continuano le spese per espropri e risarcimenti danni, senza che sia stata ancora realizzata l'annunciata opera del parco urbano». Un progetto che, secondo il professore, non sarebbe stato condiviso dagli operatori della giustizia, poiché avrebbe sottratto un'area originariamente destinata all'edilizia giudiziaria, determinando oggi una grave carenza di spazi per parcheggi e servizi a supporto di un Palazzo di giustizia ormai insufficiente e posto ai limiti degli standard di sicurezza e funzionalità.
I CINEMA ANCORA FERMI
Infine, ricorda De Simone, la città di Trani attende ancora di conoscere quando avranno inizio i lavori di ricostruzione e riqualificazione del Cinema Impero e del Supercinema, acquisiti dal Comune per un importo di circa un milione e 750 mila euro. Secondo le valutazioni contenute negli studi di fattibilità, l'amministrazione potrebbe dover sostenere ulteriori investimenti nell'ordine di circa 15 milioni di euro per rendere pienamente funzionanti le due strutture, che attualmente versano in uno stato di grave degrado e fatiscenza.
«Queste rappresentano alcune delle criticità più rilevanti che la città di Trani attende da anni di vedere affrontate e risolte» - conclude De Simone - «e la loro concreta realizzazione potrebbe restituire alla città il ruolo e il prestigio che le appartenevano, consentendole di tornare a essere quella che, non a caso, veniva definita la Perla del Sud».
