«Trani non può permettersi altri cinque anni di passato». Si chiude così la nota con cui la coalizione di centrodestra - Movimento Guarriello sindaco, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Movimento Trani libera - boccia senza appello la nuova giunta comunale, presentata ieri mattina dal sindaco Marco Galiano. Un esecutivo che, secondo gli sconfitti del ballottaggio, «certifica, nei fatti, la continuità organica con la stagione amministrativa che i cittadini di Trani credevano di aver archiviato con il voto», vale a dire gli undici anni di governo cittadino targati Amedeo Bottaro. Da qui la richiesta al primo cittadino: riservare almeno la presidenza del consiglio comunale a una figura «di garanzia, super partes, non riconducibile all'apparato politico-amministrativo del passato».
L'IMMAGINE CHE DIVENNE PROFEZIA
Il centrodestra ricorda di avere diffuso, durante la campagna elettorale, un'immagine elaborata con l'intelligenza artificiale, «dichiaratamente ironica e satirica», nella quale il candidato Galiano era ritratto accanto ad alcune figure di spicco dell'amministrazione uscente. «Quell'immagine, derubricata all'epoca a provocazione - si legge nella nota - si è oggi rivelata un documento politico». Insomma, per la coalizione la satira di ieri sarebbe diventata la cronaca di oggi, con la giunta appena varata a fare da prova regina.
LE QUATTRO DOMANDE AL SINDACO
Il documento pone al sindaco e alla città quattro questioni definite «non eludibili». La prima: di quale rinnovamento si tratterebbe, se sette assessori su nove provengono, con ruoli diversi, dalla stessa area politica e amministrativa che ha governato Trani negli ultimi undici anni. La seconda: con quale coerenza sarebbe stata promessa la discontinuità, se il primo atto di governo è la riassegnazione delle deleghe «ai medesimi protagonisti del passato». La terza: se si sia davvero di fronte al cambio di passo annunciato agli elettori o, piuttosto, a «una mera operazione di restyling del potere che redistribuisce le poltrone all'interno dello stesso perimetro». La quarta, infine, guarda al futuro immediato: dopo avere assegnato il 78 per cento della giunta «al vecchio sistema», il sindaco intende completare l'opera affidando anche la presidenza del consiglio comunale a figure organiche delle passate stagioni?
NESSUN ATTACCO PERSONALE, MA UNA CONFERENZA STAMPA
La coalizione tiene a precisare il perimetro della propria contestazione: «Il centrodestra non mette in discussione la dignità o le competenze personali dei singoli assessori nominati, ai quali va il rispetto istituzionale dovuto a chi assume un incarico pubblico». Ciò che si contesta, «con fermezza», è «l'incoerenza tra le promesse elettorali di discontinuità e gli atti amministrativi che si registrano». Per questo, nei prossimi giorni, il centrodestra convocherà una conferenza stampa nella quale saranno illustrati «dati, documenti e valutazioni» sulla composizione dell'esecutivo.
L'ULTIMA CHIAMATA SULLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Contestualmente, la coalizione chiede formalmente al sindaco Galiano di impegnarsi affinché alla presidenza del consiglio comunale sia scelta una figura di garanzia, estranea all'apparato politico-amministrativo degli ultimi undici anni. «È l'ultima possibilità - conclude la nota - per dimostrare che la parola discontinuità ha ancora un significato». I cittadini, secondo il centrodestra, hanno il diritto di sapere se il voto espresso al ballottaggio abbia determinato un reale cambio di direzione politica «o se abbia semplicemente legittimato un cambio di casacca dentro la maggioranza che amministra la città da oltre un decennio».
