«La sicurezza dei cittadini e il rispetto delle leggi devono valere per tutti». È il principio con cui Francesca Corraro, referente regionale per la Puglia del Dipartimento integrazione e rapporti con le comunità della Lega Salvini Premier, interviene sulle segnalazioni, giunte negli ultimi tempi da diversi cittadini, di una presenza più frequente, nei luoghi pubblici della città, di persone che circolano con il volto completamente coperto. Un tema che, a suo avviso, «non può essere liquidato con superficialità e merita attenzione da parte delle istituzioni e delle autorità competenti».
INTEGRAZIONE È RISPETTO DELLE REGOLE
Il punto di partenza della riflessione è il rapporto fra accoglienza e legalità. «Parlare di integrazione - sostiene Corraro - significa innanzitutto parlare di rispetto delle regole. L'accoglienza non può trasformarsi in rinuncia ai principi che garantiscono sicurezza, legalità e convivenza civile». Del resto, ricorda la referente leghista, l'ordinamento italiano dispone già di strumenti normativi: è l'articolo 5 della legge 22 maggio 1975, numero 152, a disciplinare l'utilizzo di mezzi che rendano difficoltoso il riconoscimento della persona nei luoghi pubblici. «È una norma che tutela l'interesse collettivo - aggiunge - e che deve essere applicata con rigore, nel rispetto delle garanzie previste dall'ordinamento».
IL DISEGNO DI LEGGE CENTINAIO
Sul piano nazionale, la Lega punta a rafforzare quella disciplina. Corraro annuncia infatti pieno sostegno al disegno di legge presentato dal vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, insieme con il capogruppo della Lega a palazzo Madama, Massimiliano Romeo, e ad altri senatori del partito: il testo mira a irrobustire le previsioni sull'occultamento del volto nei luoghi pubblici e a introdurre il reato di costrizione all'occultamento del volto, «per tutelare le donne vittime di imposizioni e garantire maggiore certezza nell'applicazione delle regole».
NESSUNA QUESTIONE RELIGIOSA
Quanto alla dimensione cittadina, la richiesta è che il tema venga affrontato «con senso di responsabilità, senza timori ideologici e senza strumentalizzazioni». Non si tratterebbe, dunque, di mettere in discussione la libertà religiosa, tutelata dalla Costituzione, ma di ribadire che sicurezza e rispetto delle leggi non ammettono eccezioni. «Chi sceglie di vivere nella nostra comunità - conclude Corraro - è chiamato a rispettarne le regole, perché solo così è possibile costruire una convivenza fondata sulla fiducia reciproca e sul rispetto delle istituzioni».

