«Un bambino di 50 giorni non può raccontare quello che ha vissuto. Tocca a noi adulti farlo e pretendere che episodi simili non vengano ignorati». Con queste parole Valerio, padre di un neonato, chiede alla città di non voltarsi dall'altra parte.
A rettifica di quanto riportato nel primo articolo, giovedì sera l'auto sulla quale viaggiava con la compagna e il piccolo è stata urtata da una Mini scura, la cui conducente, a suo dire, si è dileguata senza mai scendere dall'abitacolo, arrivando persino a spingerlo con il cofano mentre lui cercava di sbarrarle la strada. Ora la famiglia confida nei testimoni per ricostruire ogni passaggio di quei minuti.
Erano fra le 19.30 e le 19.40 e la vettura della famiglia percorreva via Malcangi in direzione della cattedrale. All'incrocio con via Tasselgardo la Mini, in sosta contromano, si è mossa per immettersi sulla carreggiata quando l'altra auto era già transitata: l'urto, violento, è avvenuto in corrispondenza della ruota posteriore destra e ha fatto scartare di lato il veicolo.
È esattamente lì che era sistemato il neonato, nel suo ovetto, con la mamma al suo fianco. «A seguito dell'urto - racconta Valerio - la mia compagna ha sbattuto la testa lateralmente. Il bambino ha iniziato a piangere e lei, terrorizzata e in lacrime, continuava a chiedere come stesse. In quei momenti non sapevamo se nostro figlio si fosse fatto male».
Il padre è sceso immediatamente, sia per rendersi conto dell'accaduto sia, soprattutto, per accertarsi delle condizioni della compagna e del figlio. La conducente della Mini, descritta come una donna bionda, sarebbe invece rimasta al posto di guida, limitandosi a contestare la ricostruzione dell'incidente. Malgrado le fosse stato ripetuto più volte che a bordo c'era un neonato in lacrime e che la madre aveva battuto la testa, avrebbe effettuato un'inversione di marcia e cominciato ad allontanarsi.
«Vedendo che stava andando via - prosegue Valerio - ho cercato di fermarla, portandomi davanti alla sua automobile. Nonostante mi trovassi lì, la conducente ha continuato ad avanzare, arrivando a spingermi con il cofano. Ho dovuto cercare di evitare di finire sotto le ruote». Il contatto ha lasciato tracce evidenti sui pantaloni dell'uomo, poi documentate dalla polizia locale. È proprio questo l'istante immortalato nella fotografia che accompagna l'articolo, con Valerio davanti alla Mini. Pochi attimi dopo la donna si è allontanata, mentre lui gridava ai passanti di chiamare la polizia. In strada, in quei momenti, c'erano diverse persone che potrebbero avere visto tanto l'incidente quanto la fuga.
Sul posto sono giunti gli agenti della polizia locale e un'ambulanza del 118, il cui equipaggio ha controllato le condizioni di tutti i coinvolti. Il bambino, fortunatamente, non presenta lesioni evidenti, ma la sua tenerissima età impone un periodo di osservazione di 48 ore dall'incidente, che si concluderà stasera. «Si tratta di ore che stiamo vivendo con comprensibile apprensione», ammette il padre.
«Chiediamo semplicemente che venga fatta piena luce sull'accaduto e ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Non chiedo attenzione per me, nemmeno per la mia compagna: la chiedo soprattutto per nostro figlio». L'invito è rivolto a chiunque si trovasse in via Malcangi e abbia assistito all'urto o a ciò che è avvenuto subito dopo: «Anche un dettaglio apparentemente insignificante - conclude Valerio - potrebbe essere importante per ricostruire esattamente quanto accaduto».
