Una goccia che, insieme con tante altre, può scavare la pietra. È questo il senso del corteo contro il carovita che ieri ha attraversato le strade di Trani, con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulle difficoltà dell'agricoltura e di tutti i comparti messi in ginocchio dall'aumento dei costi, che poi finiscono per ricadere su ciascuno di noi.
Qualcuno, facendo il paragone con Andria, dirà che a Trani c'erano quattro gatti. Ma il confronto non regge: Andria è una città di chiare origini agricole e ha una popolazione che è quasi il doppio della nostra. La partecipazione, invece, c'è stata anche qui e, soprattutto, c'è stata condivisione, uno spirito che ci è piaciuto, a cominciare da quello di una città che si è fermata al passaggio del corteo.
Abbiamo visto saracinesche abbassate a metà e altre chiuse del tutto, abbiamo sentito applausi, abbiamo percepito un clima di totale attenzione quando si prendeva la parola in pubblico. Nessun fischio, nessuna sovrapposizione, nessuna interruzione. Segno che chi ha organizzato la manifestazione - complimenti a Carlo Nuzzolese, che ne è stato il portavoce, e alle forze dell'ordine, che l'hanno accompagnata in maniera impeccabile - ha centrato l'obiettivo di destare l'attenzione su un problema che, a vario titolo, riguarda tutti noi.
Ovviamente si dirà: ma cosa può cambiare una manifestazione a Trani? Da sola, poco. Ma vale ancora quel che ricordiamo del latino, per quel poco che resta dopo tanti anni dai banchi di scuola: «Gutta cavat lapidem». La goccia scava la pietra, appunto, e insieme si può ottenere un risultato. È chiaro che le istanze, poi, vanno portate a Roma, perché non è un corteo in città a far cambiare le cose.
E a Roma c'è ancora molto da fare. Le misure adottate dal governo, che qualcuno ritiene già risolutive, secondo gli addetti ai lavori sono soltanto palliative: servono interventi strutturali. Serve, innanzitutto, far scendere il prezzo dei carburanti e, soprattutto, del gasolio, che ha raggiunto livelli stratosferici e che, se non calasse, finirebbe per mettere in ginocchio un po' tutti. Per questo le accise andrebbero nuovamente tagliate, come chiesto dai manifestanti, accompagnando la misura con soluzioni di lungo periodo per l'intero comparto.
Noi, per il momento, non possiamo che essere vicini a chi ha protestato e complimentarci per la fermezza e, al tempo stesso, per la compostezza con cui lo ha fatto.
Nico Aurora

