«Non appare corretto attribuire responsabilità al sindaco Marco Galiano per la composizione della giunta. Essa è il risultato del voto espresso dai cittadini e della netta sconfitta subita dal centrodestra». Interviene così, nel dibattito nato all'indomani della nomina dei nuovi assessori, il professor Giuseppe De Simone, che prende le difese del primo cittadino e rovescia il tavolo delle polemiche: nel suo mirino non c'è chi ha composto la squadra di governo, bensì chi la contesta, ossia quel centrodestra che, a suo dire, «ancora oggi non sembra aver avviato una seria riflessione autocritica né aver costruito un'opposizione coesa, autonoma e libera da condizionamenti esterni».
GLI ANONIMI E GLI ULTIMI UNDICI ANNI
Il punto di partenza sono le dichiarazioni apparse sulla stampa da parte di alcuni esponenti del centrodestra, delusi perché molti componenti della nuova giunta avrebbero già ricoperto ruoli amministrativi nella gestione del Comune negli ultimi undici anni. Una sorpresa, osserva De Simone, che ha colpito gli stessi elettori di quell'area politica. Ma la replica è tagliente: «Coloro che, pur senza firmarsi, diffondono tali notizie - scrive - sembrano dimenticare che proprio quegli amministratori hanno governato la città per oltre un decennio con modalità che, secondo molti, non sono sempre state improntate alla linearità e alla trasparenza». E aggiunge che una parte significativa del centrodestra «non ha contestato in modo deciso atti amministrativi ritenuti da alcuni palesemente illegittimi o finalizzati più al rafforzamento del consenso elettorale che al perseguimento dell'interesse pubblico».
IL CASO LODISPOTO
L'esempio scelto da De Simone è quello della Provincia Bat. Il centrodestra tranese, sostiene, non avrebbe espresso particolari rilievi nei confronti dell'operato del presidente Bernardo Lodispoto, che l'autore indica come «tuttora sottoposto a indagini da parte della Procura di Trani». Non solo: «Alcuni autorevoli esponenti del centrodestra - incalza - hanno partecipato alle sedute di approvazione del rendiconto 2025, oggetto di contestazioni da parte della Procura, e si accingono a partecipare anche alla seduta del 21 luglio relativa all'approvazione del Piano delle opere pubbliche». Da qui una domanda che De Simone definisce spontanea: «I partiti che compongono il centrodestra hanno autorizzato formalmente i propri rappresentanti a partecipare e a votare tali provvedimenti?». Il rischio, secondo il professore, è che chi ha preso parte a quelle sedute abbia finito «per manifestare una sostanziale sfiducia nei confronti dell'operato della magistratura senza fornire adeguate motivazioni».
LA STOCCATA A ITALIA VIVA
Non sfugge alla critica neppure chi, sul fronte opposto, ha salutato con favore la nuova squadra di governo. «Appare singolare - argomenta De Simone - la posizione espressa da Italia Viva, secondo cui la nuova giunta rappresenterebbe un autentico cambiamento». La realtà, a suo giudizio, sarebbe diversa: «Sono scomparsi alcuni soggetti, ma sono comparse intere famiglie che gestiscono buona parte dell'attività politico-amministrativa del Comune. È quindi difficile parlare di un reale cambiamento».
GLI INCONTRI RISERVATI
Il passaggio più delicato dell'intervento riguarda la campagna elettorale appena conclusa. Chi ha partecipato alle riunioni politiche, afferma De Simone, «sa bene che non tutti sostenevano realmente la candidatura del dott. Angelo Guarriello». Parallelamente alla campagna ufficiale, sostiene, «si sarebbero svolti incontri riservati presso alcuni studi professionali con l'obiettivo di favorire un diverso gruppo dirigente, composto da esponenti provenienti da differenti aree politiche - destra, centro e sinistra - intenzionati a proseguire un modello amministrativo sostanzialmente analogo a quello degli ultimi undici anni». Un'affermazione, quest'ultima, formulata al condizionale dallo stesso autore e della quale non vi è, allo stato, alcun riscontro documentale.
IL NODO DEI DIRIGENTI
Piuttosto che alimentare polemiche sulla composizione della giunta, la vera partita, per De Simone, si giocherà altrove: sulla nomina dei dirigenti comunali, incarichi conferiti sulla base di un rapporto fiduciario con il sindaco. «Sarebbe più corretto attendere i decreti di nomina che saranno firmati dal sindaco Marco Galiano - suggerisce - così da poter verificare se le scelte saranno realmente improntate ai principi di professionalità, competenza e merito oppure se risponderanno a logiche di spartizione politica tra i partiti della maggioranza di centrosinistra».
LA DOMANDA FINALE
In conclusione, De Simone consegna alla città un interrogativo al quale, ammette, «sarà il tempo a dare una risposta»: gli assessori nominati da Galiano, chiamati ad affrontare questioni amministrative che in passato avrebbero sollevato dubbi di trasparenza e, in alcuni casi, possibili situazioni di conflitto di interessi, «faranno finta che nulla sia accaduto oppure avranno il coraggio di assumere decisioni autonome, libere da condizionamenti politici, pur provenendo dai partiti che oggi sostengono l'amministrazione?». Di qui l'invito conclusivo al centrodestra: svolgere con determinazione il proprio ruolo di opposizione, «intervenendo con comunicati e prese di posizione su tutti quei provvedimenti che non rispondono al reale interesse della città, ma che appaiono orientati al perseguimento di interessi di parte o di mera convenienza politica».
