«Ci sarebbe da ridere, se non si trattasse della gestione della nostra città.» Così Michele Centrone, capogruppo di Trani Libera, commenta la vicenda che nelle ultime settimane ha riportato al centro del dibattito cittadino la gestione del verde pubblico e la trasparenza del bilancio arboreo, documento obbligatorio per legge che il consigliere denuncia da anni come sostanzialmente assente dagli atti dell'amministrazione comunale.
Qualche giorno fa Centrone ha portato in Consiglio comunale una battaglia che, a suo dire, porta avanti da anni contro un'amministrazione in carica da oltre un decennio e oggi confermata al governo della città in perfetta continuità. Al centro della denuncia, la totale mancanza di trasparenza sul bilancio arboreo e sulla gestione complessiva del verde.
Secondo il capogruppo di Trani Libera, la risposta dell'amministrazione si è tradotta nei «soliti ritardi tecnici e in un tentativo di rinviare la questione», tanto da costringerlo ad annunciare la presentazione di una mozione e, in caso di mancata risposta, il ricorso al Prefetto.
A distanza di pochi giorni, però, lo scenario è mutato in maniera repentina. È comparso infatti un comunicato contro la gestione del verde pubblico, nel quale si chiede di superare gli «interventi a spot» e di garantire trasparenza «su abbattimenti e bilancio arboreo».
A firmarlo non è stata l'opposizione, ma Avs, cioè lo stesso partito che siede nella maggioranza chiamata a governare la città.
Per Centrone si tratta di «un vero e proprio cortocircuito politico: un partito di maggioranza che, attraverso i giornali, critica l'operato della giunta che esso stesso sostiene, e che solo dopo la sua formale denuncia in aula sembra essersi accorto dell'esistenza del bilancio arboreo e dell'obbligo di legge che lo accompagna».
Rivolgendosi ai colleghi di maggioranza, Centrone dichiara: «Fare opposizione a se stessi sui giornali per rifarsi il look - prosegue - non cancella undici anni di inerzia e interventi a macchia di leopardo. Se volete davvero la trasparenza sul verde, iniziate a pretenderla nelle stanze dei bottoni dove sedete voi, anziché inseguire le battaglie che la minoranza porta avanti da sempre».
