Torna l’appuntamento con la memoria sportiva di Trani curato da Carlo Del Negro, che ricostruisce le pagine più significative della storia calcistica biancazzurra. Oggi, 25 ottobre, riviviamo la trasferta del 1964 sul campo della Triestina: una gara combattuta, conclusa sull’1-1, con il Trani capace di conquistare un prezioso punto grazie alla rete di Barbato.
Accadde oggi: 25 ottobre 1964
Campionato 1964/1965 Serie B
TRIESTINA-TRANI 1-1
Arbitro: Giuliano Acernese di Roma
Reti: 35’ p.t. Barbato, 10’ s.t. Bernasconi
Note: giornata fredda con forte vento di bora; pioggia prima della partita che ha reso il terreno allentato; spettatori cinquemila circa; calci d’angolo 12-0 in favore della Triestina.
TRIESTINA: Collovati, Frigeri, Ferrara; Pez, Varglien, Sadar; Mantovani, Dalio, Bernasconi, Rancati, Novelli
All. Mario Renosto
TRANI: Biggi, Crivellenti, Galvanin; Pappalettera, D'Elia, Bazzarini, Barbato, Gerli, Arfuso, Lombardo. Cosmano
All. Vincenzo Marsico in panchina Roncarati
Il Trani di scena al vecchio Grezar. Lo Stadio di Trieste intitolato a Giuseppe Grezar, calciatore che faceva parte della squadra del «Grande Torino» e che fu tra le vittime della tragedia di Superga avvenuta nel 1949. Il Trani conquista un altro prezioso punto in trasferta, dopo la brillante vittoria sul Parma per 3-0, e si posiziona in una zona relativamente tranquilla di classifica. Ma uscire indenni da questa trasferta è stata impresa tutt’altro che facile. La serie di ben dodici calci d'angolo in favore della Triestina sta a testimoniare che la difesa tranese è stata messa sotto pressione dalla squadra di casa, ma che é riuscita quasi sempre (tranne in occasione della rete del pareggio) a rintuzzarne i suoi attacchi. Ma quando il contropiede pugliese si metteva in moto, sotto la spinta di un Lombardo superlativo e di un imprendibile Barbato, erano guai per la difesa della Triestina. Lombardo e Biggi, i migliori in senso assoluto tra i pugliesi, ma anche Barbato ed Arfuso hanno tenuto costantemente in apprensione la difesa rosso-alabardata e poi Crivellenti, autentico uomo ovunque, colui che canta e porta la croce, come si dice a Trani. Primo tempo con la Triestina a favore di vento (sembra un colmo) con il pallone che compie strane evoluzioni; ne deriva un gioco arruffone ed improvvisato.
La Triestina attacca, é vero, ed è giusto dirlo, ma come spesso accade in questi casi è paradossalmente il Trani a portare le minacce più serie alla porta avversaria: alla mezz’ora di gioco Barbato serve Arfuso e da questi a Lombardo che effettua un tiro improvviso che termina fuori a fil di palo. Il pubblico trattiene il fiato fino a quando il pallone non si spegne sul fondo. Poi un tiro di Gerli dalla lunga distanza viene bloccato da Collovati. Ma per lui non c’è niente da fare quando (35’) il Trani sviluppa un’azione in velocità con una sequenza impressionante, tutta di prima: da Lombardo a Crivellenti; da Crivellenti a Bazzarini; da Bazzarini all'accorrente Barbato, che al volo lascia partire una staffilata imparabile a mezza altezza.
Trani in vantaggio e sulla spinta dell’entusiasmo si spinge in avanti con maggiore disinvoltura. La difesa triestina traballa, ma le tre punte avanzate non sfruttano il periodo di sbandamento della squadra di casa. Prima del riposo, ancora tiri dalla media distanza, di Gerli e Cosmano, che terminano sul fondo, danno la sensazione che il Trani tiene in mano le sorti della partita. Nella ripresa la Triestina contro vento ammaina le vele ed imita il gioco tranese del finale di primo tempo: gioco corto e veloce. E così facendo viene premiata dalla rete del pareggio. (10’): da Dalio a Sadar; da Sadar a Roncati; da Roncati a Bernasconi; ai difensori tranesi la testa gira, come la canzone di Fred De Palma, e Bernasconi appostato a non più di quattro-cinque metri dal palo sinistro calcia di precisione con il pallone che si infila tra il montante sinistro e la mano di Biggi, nell’unico spiraglio possibile. Diventa questo il momento più delicato per il Trani, che dopo la rete del pareggio si vede piombare addosso come un treno tutta la squadra avversaria. All’11’ ed al 15’ due falli di mano in area di rigore, rispettivamente di D’Elia e di Gerli vengono ritenuti involontari dall’arbitro poiché scaturiti da traiettorie imbizzarrite dalle folate di bora, che ora sferzavano il terreno di gioco.
Dopo questo scampato pericolo il Trani riprende il controllo della gara e torna a rendersi pericoloso in contropiede, così come aveva fatto nel primo tempo, poi deve concedere alla Triestina il forcing finale, ma in questo frangente sale in cattedra Biggi, che le prende tutte. Da vicino, da lontano, in uscita alta, in presa a terra, sembrava un tarantolato. Pare che continuasse a muoversi anche negli spogliatoi a partita terminata e che i compagni di squadra gli abbiano detto: Giuliano, vedi che la partita è finita: abbiamo pareggiato 1-1.
Carlo Del Negro

