Il censimento del verde pubblico di Trani, concluso a febbraio 2026 dal rofessionista incaricato, il dottore agronomo Salvatore Guerrieri, ha registrato 6.624 piante in 166 aree cittadine, individuando 254 esemplari da abbattere e circa 580 formelle vuote, dove gli alberi rimossi negli anni non sono mai stati sostituiti. Un patrimonio complessivamente in buone condizioni, ma con criticità diffuse che richiedono una programmazione degli interventi.
Tra gli esemplari censiti figurano 5.091 alberi, 911 palme e 621 arbusti, appartenenti a circa 165 specie. Le più diffuse sono il pino domestico (714), il leccio (703), l'oleandro e il ligustro (663 ciascuno). La villa comunale è l'area con la maggiore concentrazione, con 989 piante, quasi il 15 per cento del totale.
L'88 per cento degli esemplari gode di buone condizioni fitosanitarie, ma 295 presentano criticità sanitarie o di stabilità. In 1.237 casi è stata rilevata la presenza di carie, con 163 fusti ormai cavi. Sono inoltre 518 gli alberi inclinati, 243 quelli interessati dal kermes e quasi settanta quelli completamente secchi. Per 331 esemplari è raccomandato il ridimensionamento della chioma.
Gli abbattimenti consigliati sono 254: 230 alberi, 18 palme e sei arbusti. Oltre cento sono pini, tra domestici e d'Aleppo. Seguono 33 lecci, 18 ligustri, 15 palme delle Canarie e 14 tamerici. Le situazioni più critiche si concentrano nelle aree condominiali tra via Nicola da Trani, via Anna Teresa Stella e via Simone De Bello, con 31 abbattimenti, e nella villa comunale, con 23.
Accanto alle piante da rimuovere ci sono le circa 580 formelle vuote, con il primato di piazza Plebiscito (80), corso Vittorio Emanuele (58) e piazza Vittime 11 settembre (41). In altri 689 casi sono state rilevate radici che hanno sollevato formelle, marciapiedi e pavimentazioni, con conseguenti problemi di sicurezza.
Il censimento segnala anche 201 esemplari di ailanto, specie esotica invasiva inserita nell'elenco europeo, che meriterebbe attenzione nella futura scelta delle nuove alberature. Tra i primati, il pino d'Aleppo di villa Bini, alto 32 metri, e il carrubo di via Duchessa d'Andria, con un diametro del fusto di 180 centimetri.
