Tinto Brass è morto a 93 anni a Roma. Il regista, maestro del cinema erotico italiano, aveva un legame speciale con Trani, dove il 25 maggio 2012 fu protagonista di una retrospettiva organizzata dal circolo del cinema Dino Risi, culminata con la proiezione del cortometraggio «Hotel Courbet» alla libreria La Maria del porto. A ricordarlo è Lorenzo Procacci Leone, fondatore del circolo, che lo definisce «un gigante, una persona che ho letteralmente amato».
Procacci Leone ripercorre il valore artistico di Brass, soprattutto per il suo modo di concepire il montaggio, che non delegava mai, considerandolo la vera grammatica del cinema. Ne ricorda le collaborazioni con Rossellini, i film «Salon Kitty», «La chiave», «L'uomo che guarda» e «Capriccio», ma anche la natura anticonformista, la difesa della libertà e la capacità di combattere il potere. «È stato un anarchico, un resistente buono», sottolinea, ricordandone la cultura, la simpatia e l'indipendenza dai produttori.
L'incontro personale con il regista era avvenuto negli anni Novanta a Venezia, durante la Mostra del cinema. Poi la retrospettiva tranese, preparata insieme a Vito Santoro e Claudio Bernabei, che aveva portato in città l'intera filmografia di Brass, dai western ai polizieschi, fino alle opere erotiche. Il regista partecipò con la moglie Caterina Varzi, scrisse una prefazione alla rassegna e si mostrò particolarmente disponibile.
Il legame con Trani si è rinnovato il 5 agosto 2022, quando Varzi è tornata in piazza Quercia (seconda foto, sempre con Santoro e Procacci Leone) per presentare il libro «Una passione libera. In forma di autobiografia», scritto insieme al marito, che non era più in condizioni di viaggiare. Per Procacci Leone Brass resta un autore da ricordare anche oltre la sua produzione erotica: «Un difensore delle libertà», capace di interpretare l'erotismo come una forma d'espressione artistica, senza pregiudizi e con il filtro del buon gusto.

