Alberi radicati sui tetti di locali dismessi, ailanti che si fanno largo fra il guardrail e l'asfalto, oleandri che invadono il marciapiede e costringono i pedoni a scendere sulla carreggiata. Lo stadio comunale di Trani, tanto all'interno quanto all'esterno del suo perimetro, è ormai circondato da una vegetazione spontanea fitta e incontrollata, cresciuta indisturbata nel corso degli anni insieme con un evidente stato di indecoro dovuto alla presenza di rifiuti di vario genere. Una situazione ben conosciuta, per la quale si attende ancora l'intervento di chi è preposto a questo tipo di manutenzione.
Il segno più eloquente dell'abbandono, secondo le segnalazioni che ci giungono da Leonardo Mazzilli e Vito De Lucia, si trova al di sopra degli ex locali dismessi che un tempo erano adibiti a cabine del gas e dell'elettricità. Lì, diversi anni fa, alcuni alberi hanno messo radici e oggi svettano oltre il muro di cinta, ben visibili anche dalla strada: un pino affianca il lampione, mentre poco più in là una chioma folta sovrasta il cartellone pubblicitario. A guardarli da lontano potrebbero persino sembrare un tocco di verde in un contesto grigio, se non fosse che crescono dove non dovrebbero, su strutture già segnate dal tempo.
Poco distante, accanto al portone azzurro ricoperto di graffiti come il resto della facciata, un altro albero si è sviluppato a ridosso del muro, all'ombra della torre faro, mentre all'interno, a ridosso della tribuna e del cancello, la vegetazione ha preso possesso degli spazi lasciati liberi.
Lungo i tratti di strada che costeggiano l'impianto, a farla da padrone è l'ailanto, specie infestante per eccellenza, che si è fatto spazio nelle fessure fra il cordolo del guardrail e il piazzale, fino a raggiungere l'altezza della segnaletica stradale. Ai suoi piedi, fra erbacce secche e foglie accumulate, si scorgono lattine, cartacce e residui di ogni tipo, abbandonati da chi passa e mai rimossi. Il marciapiede, dal canto suo, presenta mattonelle crepate, ricoperte qua e là da detriti vegetali.
Discorso a parte meritano i cespugli di oleandro ubicati sul lato esterno della tribuna. Quando ricrescono, e accade puntualmente, i rami si allungano oltre il guardrail e occupano buona parte del marciapiede, così che in alcuni punti i passanti sono costretti a scendere e a camminare su una parte della carreggiata, con tutti i rischi che ne conseguono. Di sera, con il buio, quel passaggio diventa ancora più insidioso.
Basterebbero interventi periodici di sfalcio e potatura, insieme con una pulizia costante, per restituire decoro a un luogo che accoglie sportivi e tifosi e che dovrebbe essere un biglietto da visita per la città. Nell'attesa, il verde continua ad avanzare.












