«Alle 7.10 era già tutta piena ed una ragazza è stata lasciata alla fermata perché la capienza massima era stata raggiunta. Così dobbiamo andare avanti per due anni?». È la domanda, amara, che una residente del quartiere Stadio affida ai social dopo aver provato il bus navetta sostitutivo del passaggio a livello di via De Robertis, ormai sbarrato anche ai pedoni. Una domanda che riassume bene il clima nel quale il servizio affronta il suo vero banco di prova: quello dei giorni feriali, delle scuole e dei pendolari.
Il servizio, istituito con delibera della giunta comunale e affidato ad Amet, è gratuito e collega, senza fermate intermedie, il piazzale antistante lo stadio comunale, in via Sant'Annibale Maria di Francia, con piazza XX Settembre, e viceversa. La prima corsa parte alle 5.45, l'ultima alle 22; nei giorni feriali il servizio si ferma fra le 13.30 e le 15, mentre la domenica e nei festivi non conosce pause. Sulla carta è prevista una corsa ogni quindici minuti circa, fino a 56 corse giornaliere, con un pulmino da venti posti, climatizzato e attrezzato per il trasporto delle persone con disabilità. Il servizio ha carattere temporaneo e resterà attivo fino a quando non verranno meno le esigenze che lo hanno reso necessario.
Proprio la capienza del mezzo è il nodo che emerge con maggiore evidenza dai commenti. La corsa delle 7.15, quella che serve a raggiungere in tempo la stazione e le scuole, sarebbe già satura cinque minuti prima della partenza. Un cittadino va dritto al punto: «La prima cosa da fare è raddoppiare il servizio. Non si può far perdere il treno ad un pendolare perché non c'è posto nella navetta». E conclude con una punta di sarcasmo: «Speriamo che il sale abbia posto nella testa di chi è preposto a risolvere il problema».
L'altro tema è quello della frequenza reale. Un utente racconta cosa accade a chi arriva alla fermata con appena un paio di minuti di ritardo: il mezzo è già al distributore, in direzione del rondò, e per vederlo ripartire dallo stesso punto bisogna attendere ventotto minuti. Stando a questa testimonianza, dunque, dalla stessa fermata la navetta ripasserebbe ogni mezz'ora circa, tempo ben diverso dal quarto d'ora che molti si aspettavano.
Non mancano, però, voci più pacate. Una residente che utilizza il servizio dal primo giorno invita a guardare in faccia la situazione: «Dobbiamo organizzarci e fare i conti con la realtà. La frustrazione e l'odio social non portano da nessuna parte». Anche lei, tuttavia, prevede che l'attuale dotazione non basterà: «Sicuramente, con la chiusura del passaggio a livello, l'utenza aumenterà e saranno necessari mezzi più grandi o un maggior numero di navette. Speriamo bene».
Dal canto suo, l'amministrazione comunale ha sempre presentato la navetta come una soluzione modulabile. «È una linea sperimentale e flessibile - aveva assicurato l'assessore Di Pinto - e la adegueremo al monitoraggio». I primi dati sul campo, a giudicare dai commenti, indicano già la direzione: più corse nelle ore di punta o mezzi più capienti.
