Ci sono opere teatrali che attraversano il tempo senza perdere la capacità di parlare al presente. È il caso di “Quei figuri di tanti anni fa”, l’atto unico di Eduardo De Filippo portato in scena domenica 25 ottobre dal Carro dei Guitti APS all’Auditorium della Parrocchia di San Magno, a Trani, con la regia del maestro Mario Francavilla. Al centro della vicenda si muove un universo di personaggi ambigui, equivoci e sotterfugi, ambientato in un circolo che nasconde una bisca clandestina. Qui, il confine tra apparenza e realtà si assottiglia, diventando il motore di una comicità che mette a nudo debolezze e contraddizioni umane.
Mario Francavilla interpreta don Gennaro Fierro, detto “punto e virgola”, gestore della bisca, uomo scaltro e navigato, abile nel manipolare le situazioni a proprio vantaggio. A fare da contrappunto alla sua esperienza è Luigino Poveretti, interpretato da Giuseppe Francavilla, un giovane ingenuo che viene coinvolto nei meccanismi del gioco truccato. Il confronto tra i due alimenta situazioni comiche ed esilaranti, contrapponendo la furbizia di chi conosce le regole dell’inganno all’inesperienza di chi si affaccia in un mondo più astuto di lui. Attorno a loro prende forma una vivace galleria di personaggi. Il Barone ha il compito di attirare nella bisca giocatori inesperti, i cosiddetti “polli da spennare”. Tra questi c’è l’avvocato Peppino Fattibbene, condotto al circolo per diventare una nuova vittima delle macchinazioni dei presenti. A completare il quadro sono Peppinella, chiamata da don Gennaro “Sciù Sciù”, la madre Assunta, soprannominata “la marchesa madre”, e Filomena, la cameriera esasperata dai modi rozzi delle due donne.
A movimentare ulteriormente la vicenda è il blitz finale delle forze dell’ordine, che irrompono nella bisca facendo precipitare la situazione e portando allo scoperto gli inganni orchestrati durante la serata. Personaggi diversi tra loro animano la storia, dando vita a situazioni divertenti, equivoci e colpi di scena che rendono la commedia vivace e coinvolgente. La rappresentazione del Carro dei Guitti APS, realizzata in collaborazione con Cormio Bruno Marmi, ha riportato al centro il valore di un teatro capace di rinnovarsi senza perdere il legame con la propria tradizione. Si ride delle astuzie dei personaggi, dei loro espedienti e delle situazioni paradossali, ma il sorriso lascia spazio anche a una riflessione sui comportamenti che si ripetono nel tempo.
Un percorso che porta la firma e la passione del maestro Mario Francavilla che, a 82 anni, continua a salire sul palco e a trasmettere il proprio amore per il teatro. Il prossimo anno saranno quarant’anni di teatro condivisi con il figlio Giuseppe Francavilla, un cammino che racconta molto più di una collaborazione artistica: è una storia di passione, dedizione e complicità, cresciuta nel tempo tra prove, spettacoli ed emozioni. Affrontare un autore come Eduardo De Filippo richiede sensibilità, rigore e rispetto, qualità che si costruiscono attraverso l’esperienza e un lavoro costante. E vedere ancora oggi Mario Francavilla impegnato a portare in scena testi così complessi significa riconoscere il valore di una passione che non conosce età e che continua a rinnovarsi, spettacolo dopo spettacolo.










