«La gita di Pasquetta», il film scritto, diretto e interpretato dal giornalista barese Carlo Stragapede, è arrivato al circolo del cinema Dino Risi di Trani. Un lungometraggio indipendente, autofinanziato con circa 8.000 euro, comprese le spese per pasti e carburante, e autodistribuito dall’autore, che racconta segreti e conflitti familiari durante una scampagnata nel bosco di Mercadante, a Cassano delle Murge.
La storia ruota attorno a una famiglia barese riunita per la tradizionale gita del Lunedì dell’Angelo. Durante il picnic, le domande ingenue dei bambini rivolte alla matriarca, zia Laura, fanno emergere tabù, vecchie ferite e verità rimaste nascoste dietro abitudini e rituali familiari. Le rivelazioni cambiano gli equilibri tra i protagonisti, mentre una misteriosa presenza si aggira tra i cespugli del bosco.
La vicenda nasce dai ricordi d’infanzia di Stragapede, che ha voluto raccontare come anche nei momenti apparentemente spensierati possano riaffiorare questioni irrisolte, capaci di attraversare più generazioni. Il bosco, che il regista frequenta abitualmente, assume così un ruolo centrale nella storia e fa da sfondo a riprese realizzate soprattutto nella primavera pugliese.
Ex cronista giudiziario della Gazzetta del Mezzogiorno, dove ha lavorato per 32 anni fino al 2022, Stragapede si dedica da allora a tempo pieno alla musica e al cinema. Ha già firmato diverse produzioni a basso costo, ma considera questa la sua opera più matura. Per le musiche originali ha utilizzato l’intelligenza artificiale, con la guida del maestro Franco Loporchio, spiegando che senza questo supporto i costi sarebbero stati insostenibili. Ha però escluso di ricorrere a volti di attori generati artificialmente.
Dopo l’anteprima alla Galleria di Bari, davanti a circa 300 persone, il film è stato proposto anche a Polignano e Conversano. L’autore intende proseguire il percorso nelle sale, rinviando per il momento l’approdo sulle piattaforme digitali. «Questo film merita lo schermo del cinema», ha spiegato, puntando sul coinvolgimento del pubblico e sul passaparola.
La serata tranese ha avuto anche un prologo dedicato a Daniele Pace, paroliere e autore di successi come «Sarà perché ti amo», scomparso il 24 ottobre 1985 a soli 50 anni. A ricordarlo è stato Lorenzo Procacci Leone, che ne ha sottolineato il talento poetico, la straordinaria ironia e il legame con le origini pugliesi, nonostante la vita trascorsa a Milano. Al pubblico è stato mostrato anche un raro filmato televisivo del 1979, ritrovato quasi per caso il giorno precedente. Un breve documento che ha restituito l’immagine di un artista capace di lasciare un segno profondo nella musica italiana.































