«La rassegna della Compagnia dei Teatranti andrà in scena comunque, a dimostrazione che la passione di chi fa cultura a Trani è più forte dell'indifferenza di chi la governa». È questo il messaggio con il quale Maria Grazia Cinquepalmi, segretaria del Movimento Guariello, interviene sulla vicenda della diciassettesima edizione della rassegna teatrale curata dall'associazione, costretta quest'anno ad andare in scena interamente a proprie spese, dopo che due richieste di co-organizzazione inoltrate al Comune sono rimaste senza risposta.
Per il movimento, la vicenda è l'emblema di un'amministrazione comunale sorda e distaccata, che si consuma nel silenzio istituzionale più totale e che rappresenta lo specchio fedele del modo in cui la cultura viene trattata in città.
Dopo sedici edizioni, che hanno garantito a Trani una delle poche rassegne teatrali continuative, l'associazione aveva formalizzato a Palazzo di Città la richiesta di co-organizzazione della diciassettesima. Una copertura economica che il movimento definisce irrisoria per le casse comunali, nell'ordine di 6.000 euro, a fronte di un servizio culturale e sociale di valore per la cittadinanza.
La risposta, però, non è mai arrivata: due note regolarmente protocollate sono rimaste nei cassetti, senza neppure un riscontro. «Questo atteggiamento non rappresenta soltanto una presunta mancanza di fondi - sottolinea il movimento - ma una vera e propria mancanza di rispetto istituzionale nei confronti di chi lavora ogni giorno con dedizione per la città».
Il Movimento Guariello si propone di farsi portavoce e cassa di risonanza dello sdegno, che a suo dire non riguarda un singolo episodio, ma tutte le associazioni e le compagnie attive in campo teatrale e artistico. Trani, secondo il movimento, vanta un fermento culturale vivo, ma a molte di queste realtà l'amministrazione continuerebbe a negare ascolto, spazio e voce, privilegiandone altre con criteri che resterebbero incomprensibili.
«A Trani la cultura non può e non deve essere declassata a semplice riempitivo per feste e sagre di piazza - prosegue la nota - né essere sacrificata sull'altare del disinteresse politico».
Oggi, di fatto, chi vuole fare arte o formazione teatrale è costretto a farlo esclusivamente per via privata. Ne è un esempio, ricorda il movimento, la nuova scuola di teatro inaugurata appena il mese scorso: un'iniziativa definita lodevole e coraggiosa, che nasce e resiste soltanto grazie all'investimento di privati cittadini, senza alcun sostegno, patrocinio o contributo da parte dell'ente pubblico.
Sullo sfondo resta la carenza di spazi pubblici adeguati. I due cinema acquistati dall'amministrazione comunale giacciono inutilizzati. «È comprensibile che i costi di ristrutturazione siano elevati per le sole casse comunali - osserva il movimento - ma ciò che è inaccettabile è la totale assenza di iniziativa nell'intercettare bandi regionali, nazionali o comunitari per recuperare le strutture».
Contenitori che restano così scatole vuote, destinate a rimanere incompiute a tempo indeterminato, mentre le risorse pubbliche, secondo il movimento, vengono destinate a eventi estemporanei di facciata o a iniziative frammentate e chi produce cultura formativa e continuativa sul territorio viene sistematicamente ignorato.
Il Movimento Guariello annuncia che sarà in prima linea per restituire dignità al teatro, sollecitando la riapertura degli spazi abbandonati e chiedendo che risorse e attenzione pubblica vengano garantite a tutte le realtà che creano valore per la città.



