Un nuovo intervento dell'autorità giudiziaria per verificare se, nella discarica che Amiu ha gestito dal 1994 al 2014, siano stati commessi, o si stiano commettendo, reati ambientali. Lo chiede Giuseppe De Simone, assessore comunale all'ambiente fino al 31 dicembre 2014, che, alla luce del ritorno della questione al centro del dibattito cittadino, affida a una nota la sua conclusione: «Ritengo che sussistano sufficienti elementi per effettuare preliminari accertamenti tecnici ed approfondimenti, per valutare se non siano stati commessi, o non si stiano commettendo, reati che potrebbero essere portati ad ulteriori conseguenze».
L'ex amministratore parte da una constatazione: da alcuni giorni, sulla discarica, tutti si sentono titolati a esprimere la propria opinione sui presunti pericoli per l'ambiente, sfoggiando competenze tecniche e trovando spazio anche sui media locali. «Il risultato è disinformazione e disorientamento della pubblica opinione - sostiene De Simone - giustamente ripiombata nella preoccupazione». Ed è proprio per questo, a suo dire, che si rende necessario l'intervento della magistratura, poiché dagli articoli di stampa emergerebbe un quadro che, al di là delle polemiche, appare molto serio e allarmante.
De Simone ricorda quanto accadde nel 2014, quando si manifestarono le prime anomalie nei risultati delle analisi delle acque prelevate dai pozzi spia. All'epoca, la sinistra locale gridò al disastro ambientale, accusando - a suo giudizio impropriamente - l'assessorato all'ambiente, mentre la Procura della Repubblica avviò un procedimento penale, con indagini ed accertamenti tecnici. Ne seguirono il rinvio a giudizio di diciannove persone ed un processo durato circa un decennio, conclusosi con l'assoluzione piena di tutti gli imputati poiché, secondo quanto riferisce l'ex assessore, non si era verificato alcun disastro ambientale.
Il dibattimento, nella sua ricostruzione, avrebbe fatto emergere gravi incongruenze nelle deposizioni di alcuni testimoni e una modificazione del quadro probatorio iniziale, con una perizia tecnica che De Simone definisce fuorviante ed indagini che, a suo parere, furono generiche, frammentarie e superficiali. Con una conseguenza su tutte: i veri responsabili dell'inquinamento non sono mai stati individuati.
Oggi, a oltre dodici anni dalla cessazione dell'attività e dopo diversi interventi e cospicue risorse impiegate, il quadro tracciato dall'ex assessore presenta due elementi. Da un lato, i prelievi dai pozzi continuerebbero a restituire valori difformi da quelli normali, circostanza che, sottolinea De Simone, è verificabile consultando il sito internet di Amiu. Dall'altro, alcuni attuali amministratori comunali hanno manifestato l'intenzione di chiudere definitivamente la discarica, ma soltanto dopo aver colmato il terzo lotto con rifiuti stabilizzati.
«In buona sostanza si potrebbe trattare di una malcelata riattivazione dell'impianto di smaltimento - scrive l'ex assessore - fatta passare come operazione necessaria ed innocua».
Il tutto mentre, da qualche tempo, si registrerebbero valori anomali che, secondo De Simone, richiederebbero già adeguati interventi da parte delle autorità amministrative competenti: Arpa Puglia, Regione, Provincia e Comune.
