Verificare se la riqualificazione degli impianti con tecnologia led abbia portato alla città non soltanto un risparmio sui consumi, ma anche una luce migliore lungo le sue strade. È l'obiettivo dell'interrogazione consiliare che il capogruppo Roberto Gargiuolo si appresta a presentare sul servizio di illuminazione pubblica di Trani, affidato a City Green Light dopo il passaggio di consegne da Amet.
A far scattare l'iniziativa sono le segnalazioni di cittadini e commercianti, che da tempo lamentano strade poco illuminate e lampioni ormai inghiottiti dalle chiome degli alberi, con la conseguenza che la luce, anziché arrivare sull'asfalto e sui marciapiedi, si perde fra le fronde. Un problema che non riguarda soltanto il centro, ma che si presenta con criticità analoghe anche nelle periferie.
Il consigliere intende chiedere chiarimenti su più fronti: anzitutto il rispetto degli obblighi contrattuali da parte del gestore; poi i controlli che il Comune ha effettuato, o avrebbe dovuto effettuare, sull'esecuzione del servizio; ancora, lo stato della manutenzione degli impianti; infine, i tempi di ripristino dei guasti, che per chi vive o lavora in una strada rimasta al buio rappresentano la questione più concreta.
Il punto centrale, in ogni caso, resta quello della qualità. Il passaggio alla nuova tecnologia era stato presentato come una svolta, tanto sul piano economico quanto su quello ambientale, ma un impianto che consuma meno non è necessariamente un impianto che illumina meglio. Ed è proprio su questo equilibrio, fra bollette più leggere e strade effettivamente sicure e vivibili, che Gargiuolo chiede all'amministrazione di fare chiarezza.
Perché una lampadina efficiente, se poi resta nascosta dietro un ramo che nessuno pota, serve davvero a poco.
