«In che modo i ragazzi possono essere attivi politicamente?» È la domanda al centro del primo appuntamento dell’Accademia di alta formazione in cittadinanza consapevole, amministrazione pubblica e politica attiva, ospitato sabato 7 novembre a Trani, nelle sale del Palazzo delle Arti Beltrani. Il progetto nasce in collaborazione con l’associazione culturale Il Calamaio. Il quesito interpella istituzioni e cittadini sull’interesse delle nuove generazioni per la vita pubblica, a livello locale come nazionale.
A guidare la riflessione è stato l’avvocato Tullio Bertolino, che ha chiarito che cosa significhi essere cittadini politicamente attivi e quali strade possano portare i più giovani a occuparsi della cosa pubblica. Al dibattito hanno preso parte anche Diego di Tondo, ex consigliere comunale di Trani, Gianni de Iuliis, docente di filosofia, Debora Ciliento, assessora regionale, e Andrea Ferri, consigliere regionale.
Bertolino ha ricordato che la partecipazione politica non si esaurisce nel voto, pur fondamentale. Passa anche dal volontariato, dalle petizioni online, dall’impegno in partiti, associazioni e sindacati: forme diverse di una stessa responsabilità verso la comunità.
Gli ostacoli, tuttavia, non mancano. Tra i principali, la diffusione delle fake news, amplificata dall’avvento dei social network, e la fatica nel costruire un dialogo autentico tra istituzioni e ragazzi. Da questa distanza nasce spesso la sfiducia verso la classe politica.
La via indicata durante l’incontro è dare voce ai giovani, ascoltarne le esigenze e coinvolgerli in modo concreto. Un ruolo decisivo spetta alla scuola, luogo in cui si impara a essere cittadini prima ancora che elettori.
Mario Del Negro, Francesco Campagna





