Il 7 novembre 1971 il Trani scriveva una delle pagine più belle della sua storia calcistica. Sul campo del Frosinone, dove i padroni di casa non perdevano da tre anni, i biancazzurri conquistarono una vittoria di carattere e personalità, imponendosi per 1-0 grazie a una rete di Favaron. Un successo che consolidò il primato solitario in classifica e confermò la forza di una squadra capace di affrontare ogni avversario senza timori. A distanza di 55 anni, Carlo Del Negro ripercorre quella domenica di calcio, tra protagonisti, episodi e ricordi di un campionato che resta nella memoria dei tifosi tranesi.
Accadde oggi: 7 novembre 1971
Campionato 1971/1972 Serie C
FROSINONE-TRANI 0-1
Arbitro: Luigi Celli di Trieste
Rete: 39’ p.t. Favaron
Note: giornata di sole, temperatura mite, terreno in discrete condizioni; spettatori oltre cinquemila; calci d’angolo 8-1 per il Frosinone; al 36’ del s.t. espulso Tonin per doppia ammonizione.
FROSINONE: Recchia, Vacca, Memo; Derin, Borsari, Agnoletto; Zica (dal 64' Mettus), Malvestiti, Brunello, Robbiati, Mantovani
All. Luciano Lupi
TRANI: Paticchio, Schipa, Tonin; Comola, Pignataro, Rosati; Favaron (dal 73’ Baffi), Sorge, Chimenti, Zanello, Somma
All. Sergio Ballarin
Il Trani fa ritorno a casa dalla trasferta in Ciociarìa con una vittoria che gli conferisce consapevolezza nei propri mezzi. Ormai gestisce a suo piacimento qualunque avversario incontri sulla propria strada, riducendolo alla sua mercé. Erano tre anni che il Frosinone non perdeva in casa, ma il Trani non se ne cura affatto. Veni, vidi, vici. E si conferma solitario in testa alla classifica schierando la stessa formazione che l’anno scorso ha vinto il campionato di Serie D, con la sola eccezione del libero Rosati. La formazione del Trani, conosciuta a memoria da tutto il popolo biancazzurro, diventa così uno scioglilingua. Meraviglie del Calcio che fu. Il Frosinone, viceversa, nonostante disponga di un’ottima squadra, annaspa nella parte bassa della classifica dalla quale non riesce a tirarsi fuori nonostante si affanni e si danni l’anima ad ogni partita. Non fa eccezione quella contro il Trani; il Frosinone scende in campo ed incomincia la solita sarabanda infernale, che non porta a niente di concreto; insomma un tutto fumo e niente arrosto.
Il Trani, invece, terribilmente concreto lo é, e lo dimostra dapprima al 15’ quando uno scambio Favaron-Chimenti mette quest’ultimo in condizioni di battere a rete con un tiro al volo strappa applausi. Poi con la rete sopraggiunta al minuto 39: Memo indugia con il pallone tra i piedi e si attarda nel rinviare; gli piomba addosso come un falco Somma, che gli ruba il pallone e si invola sulla fascia sinistra del campo. Con la coda dell’occhio vede Favaron dalla parte opposta del campo e lo serve sventagliando un pallone che attraversa trasversalmente tutto il terreno di gioco; stop perfetto di Favaron, che effettua un dribbling su Derin, resiste alla sua carica e da posizione angolatissima infila Recchia con un perfetto diagonale rasoterra. Gianni Perrelli, autorevole giornalista, inviato della Gazzetta del Mezzogiorno, lo definì “un gol da Serie A”. La rete suggellava la evidente superiorità del Trani, che non aveva concesso al Frosinone nemmeno la supremazia territoriale. Nella ripresa il Frosinone reclama due calci di rigore: al 6’ per un contrasto spalla contro spalla tra l’aitante libero tranese Rosati e Brunello. L’arbitro con ampi gesti indica che si può proseguire ed al 25’ per un fallo di mani in area scaturito da un rimbalzo in mischia da distanza ravvicinata, ritenuto dall’arbitro involontario. Questa volta il pubblico non ci sta ed inveisce contro l’arbitro con urla ed ingiurie.
Al 28’ per una dolorosa botta alla gamba Favaron viene sostituito da Baffi, ma lo schema tattico non cambia. Al 36’ l’arbitro, forse condizionato dalle continue proteste del pubblico per i presunti episodi da rigore non assegnati e forse per placare gli animi, espelle Tonin, per doppia ammonizione, reo di aver ritardato reiteratamente la ripresa del gioco. A tutti è parsa una decisione esagerata. Il Trani ridotto in dieci uomini richiama in difesa Chimenti, che negli ultimi dieci minuti di partita fa il terzino sinistro e continua imperterrito a difendersi con ordine fino al fischio finale dell’ottimo arbitro Celli. Il Trani consegue così una preziosa vittoria, che sottolinea non solo la totale spavalderia tecnica, la spregiudicatezza tattica, ma soprattutto la eccezionale forza d’animo, di carattere e di concentrazione. In definitiva, il Trani a Frosinone ha smentito definitivamente chi si ostinava a definirlo un fuoco di paglia, che si sarebbe ben presto esaurito senza lasciare traccia. Ringraziando il cielo, a Trani, i detrattori non sono mai mancati.
In foto: Renzo Favaron l’autore del gol-vittoria, Vincenzo Somma, Sergio Zanello
Carlo Del Negro



