«Non è un regalo, è un riconoscimento, un giusto riconoscimento all'attività di sessant'anni, una storia di sport e di vita sociale di questa città, ma anche di tutto il territorio». Così il vicepresidente nazionale della Federazione italiana tennis e padel, Isidoro Alvisi, ha accompagnato giovedì sera, allo Sporting club di Trani, la presentazione ufficiale della Coppa Davis, approdata in riva all'Adriatico nell'ambito del Trophy Tour 2026 e in esposizione nella sede del circolo fino a venerdì 16 ottobre. Una tappa che il sodalizio ha accolto come il dono più prezioso per il suo sessantesimo compleanno e che, nelle intenzioni della Federazione, dovrebbe accendere un entusiasmo nuovo soprattutto fra i più giovani.
UN CIRCOLO ALL'ALTEZZA
«È un trofeo prestigioso in un circolo prestigioso - spiega Alvisi - e ci auguriamo che da questa esposizione venga fuori un ulteriore entusiasmo, soprattutto fra i giovani e i bambini che frequentano la scuola tennis. Speriamo che anche da questo circolo, in futuro, possa venire fuori quel campione che alimenterà sempre di più l'osservatorio tecnico nazionale». Il vicepresidente ha ricordato come la Puglia sia «all'avanguardia» e come lo Sporting abbia ospitato, nel corso dei decenni, tornei internazionali giovanili europei, competizioni di rappresentative nazionali e persino un torneo vinto dall'attuale commissario tecnico azzurro, Filippo Volandri. «È un circolo capace di dare del tu a un trofeo pur così importante - aggiunge - e sicuramente all'altezza della situazione. Un movimento tennistico, quello di Trani, che speriamo possa tornare in auge».
IL NODO DEGLI IMPIANTI
Non è mancato un passaggio sulle strutture, tema tutt'altro che secondario in una stagione in cui il tennis vive una popolarità senza precedenti. «Un evento del genere deve sempre rappresentare un momento di promozione - sottolinea Alvisi - e i destinatari sono soprattutto i più giovani e i più appassionati. Il tennis, purtroppo, dal punto di vista dell'impiantistica pubblica non è così diffuso, e quindi deve necessariamente spostare i riflettori sugli impianti privati. Ci auguriamo che si potenzino sempre di più, con campi soprattutto coperti che possano accogliere anche le scolaresche e l'attività degli adulti, così che questo non sia un episodio fine a se stesso, ma il volano per un seguito sempre più concreto».
L'«INSALATIERA» E GLI AZZURRI
Lo sguardo, poi, è tornato sulla coppa, «l'emblema del tennis», la famosa «insalatiera» tanto sofferta e inseguita dall'Italia, conquistata per la prima volta nell'epica finale di Santiago del Cile del 1976 e poi sollevata per tre anni consecutivi. Alvisi ha risposto anche a chi ritiene che la nuova formula ne abbia ridimensionato il prestigio: «La formula, al limite, avrebbe potuto avvantaggiare le nazionali con un uomo di punta. Noi, a parte Sinner, abbiamo tanti altri giocatori straordinari - afferma - e lo abbiamo dimostrato lo scorso anno vincendo la Coppa Davis anche senza di lui». Il dirigente ha citato Cobolli, Berrettini, Darderi, Musetti, Arnaldi, il doppio Bolelli-Vavassori e i tanti giovani in rampa di lancio: «Con la vecchia formula saremmo stati persino più avvantaggiati. La verità è che negli ultimi anni il tennis italiano sta consolidando la sua posizione di leader mondiale, a livello maschile e anche femminile, perché fino a quest'anno eravamo campioni del mondo anche nella Billie Jean King Cup. Oggi il nostro Paese, grazie al tennis, ha una notevole esposizione internazionale». Quanto all'eventualità di rivedere la coppa a Trani, l'invito è a guardare oltre: «Io mi godrei questo momento. Ci auguriamo, piuttosto, che lo Sporting possa ospitare, al di là dei trofei e delle esposizioni, degli incontri giocati, e quanto prima possibile».
L'EMOZIONE DI AMORUSO
Visibilmente commosso il presidente dello Sporting club, Nicola Amoruso: «Siamo orgogliosi, non solo io, ma tutti i consigli direttivi che hanno lavorato in questi anni perché si realizzassero al meglio le attività prioritarie del nostro circolo. Ci siamo nutriti per anni di sport, in modo particolare di tennis, e abbiamo organizzato molti tornei importanti, con campioni che sono passati da qui. Sono molto commosso - confessa - perché è come realizzare un sogno». Un sogno che si è materializzato soprattutto negli sguardi dei più piccoli: «Ho visto negli occhi dei bambini che sono venuti a visitare la coppa qualche lacrimuccia. È stato bellissimo, perché è davvero un trofeo eccezionale, bello anche soltanto da vedere».
Sulla prossima edizione, però, il presidente non nasconde la propria apprensione: «Intanto bisogna farla rimanere in Italia, e quindi dobbiamo vincere. Quest'anno la vedo dura - ammette - perché Sinner non c'è e altri giocatori sono infortunati. La squadra, però, c'è e Volandri è un osso duro: la combatteremo e la difenderemo». Infine i ringraziamenti, rivolti al vicepresidente Alvisi, al presidente federale Angelo Binaghi e a tutti coloro che organizzano il giro d'Italia della coppa: «Con tanti circoli che ci sono in Puglia, averla portata a Trani è stato davvero un grande privilegio e un grandissimo regalo».








