«Abbiamo assistito ad una delle pagine più tristi della nostra città». Così la consigliera Uva commenta la seduta del consiglio comunale andata deserta in prima convocazione per l'assenza dei consiglieri di maggioranza, mentre l'amministrazione guidata da Marco Galiano, a soli quattro mesi dal voto, attraversa la crisi aperta dalle dimissioni del sindaco. All'ordine del giorno c'era anche il dimensionamento scolastico, ma i banchi della maggioranza sono rimasti vuoti e l'opposizione ha risposto con i cartelli.
È questa la scritta esibita da Uva, secondo cui l'aula rappresenta il luogo più alto della vita democratica cittadina: «Il consiglio comunale è il massimo luogo in cui i tranesi vengono rappresentati dai loro consiglieri, per affrontare le problematiche della città e dunque risolverle. Essere assenti significa non preoccuparsi e non intervenire su progetti necessari per la nostra città». Poi l'appello: «Trani le idee ce le ha - sottolinea - ed è capace di esprimere programmi e progetti che possono essere realizzati. Trani ha bisogno di essere governata, ora più che mai».
«Scappati dalle scuole», invece, il cartello della consigliera Gerso, che punta il dito proprio sul punto saltato: «Il dimensionamento scolastico è un tema molto delicato, che riguarda il futuro della scuola tranese, dei cittadini più piccoli e delle loro famiglie. Rinviarlo perché si è alla ricerca di equilibri politici all'interno della compagine di governo non è l'atteggiamento più responsabile». «Noi avremmo voluto parlarne - aggiunge - affrontare la problematica e magari anche assumere delle decisioni. Questo, da parte loro, non è accaduto: non stanno rispettando la responsabilità istituzionale che dovrebbe appartenere loro».
Ancora più duro il consigliere Loconte, autore del terzo cartello: «I componenti della nuova maggioranza di Galiano hanno scambiato questo luogo istituzionale per un parco giochi. Vengono quando vogliono». In Comune, a suo dire, la presenza non manca: gli assessori ci sono, le commissioni consiliari si tengono regolarmente, ma quando arriva il momento del confronto pubblico con la città i consiglieri spariscono. Da qui il senso del cartello: «Evidentemente, qualora il sindaco Galiano ritirasse le dimissioni - ironizza - con un nuovo accordo li vedremo tutti schierati dall'altra parte a difendere i diritti dei cittadini».
L'assise tornerà a riunirsi lunedì in seconda convocazione, quando per la validità della seduta basteranno undici consiglieri. «La nostra speranza è che loro ci siano - spiega Loconte - per garantire il confronto e far capire alle tante persone che stanno venendo in consiglio cosa sta succedendo. Il consiglio comunale non deve essere una scatola chiusa, lo dobbiamo aprire alla gente». Un segnale, in tal senso, è già arrivato: «Dopo tanto tempo ho visto finalmente i cittadini venire a respirare l'aria del consiglio, per capire cosa accade nella loro città. Purtroppo ci troviamo in una situazione paradossale: dopo appena quattro mesi di amministrazione, siamo senza consiglieri».
Antonello Bovio



