Gioventù nazionale Trani incalza il sindaco Marco Galiano dopo il ritiro delle dimissioni, contestandogli una retromarcia che, secondo il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, mette in discussione la sua credibilità politica. «Non si può denunciare un sistema come incompatibile con la propria dignità per poi svendere la propria credibilità», affermano il segretario Carlo Dieta e i componenti del direttivo Giuseppe Procacci Leone, Michele Giuliano e Patrick Cavallo.
La nota ripercorre le tappe della crisi, dall’annuncio delle dimissioni alle accuse pubbliche del primo cittadino su pressioni, divisioni e compromessi nella maggioranza, fino alla decisione di restare alla guida della città. I firmatari richiamano in particolare l’espressione «tenerli tutti buoni», utilizzata dallo stesso Galiano, e chiedono che cosa sia cambiato per indurlo a tornare sui propri passi.
Sono cinque le domande rivolte al sindaco: come possa continuare a governare con chi, secondo le sue stesse dichiarazioni, gli avrebbe remato contro; quali promesse avrebbe ricevuto per ritirare le dimissioni; dove sia finita la dignità che aveva dichiarato di non voler sacrificare; con quale credibilità intenda proseguire il mandato; e se ritenga giusto che i cittadini assistano a questa vicenda.
Secondo Gioventù nazionale, le tensioni interne al centrosinistra distolgono l’attenzione dai problemi concreti della città. «Marco Galiano sapeva a cosa andava incontro quando ha accettato la candidatura, conosceva la coalizione e i suoi equilibri», sottolineano i firmatari, contestando il fatto che a pagare il prezzo delle contraddizioni politiche sia l’intera comunità. La conclusione è netta: «Trani non intende partecipare a questo teatrino».
